“La Seconda Via”, il film sugli Alpini morti in Russia vola ed è primo per “qualità” (video)

venerdì 12 giugno 12:38 - di Mia Fenice
La Seconda Via
«Coraggio Veneto! La Seconda Via del regista Alessandro Garilli ha portato sul grande schermo la storia degli Alpini italiani che nel 1943 combatterono nella regione russa del Voronež, per loro teatro di guerra e terra di morte. Una pellicola sull’epopea in Russia dei nostri soldati italiani. Rimasti lì in tombe senza nome, dispersi nella steppa o lasciati morire nei gulag comunisti da politici infami come Togliatti ed i suoi compagni. Questo docufilm, che aveva ottenuto il sostegno della Regione del Veneto, è risultato primo nel punteggio qualità (sceneggiatura, regia, cast artistico e tecnico) e secondo a pari merito nel punteggio complessivo nella graduatoria stilata dal MiBact, ottenendo un contributo finanziario di 250mila euro. Un’importante notizia, che contribuirà a mantenere vivo il ricordo dei nostri soldati dispersi in Russia!». Lo scrive su Facebook Elena Donazzan che comunica l’importante riconoscimento ottenuto dal film. (GUARDA IL VIDEO)

“La Seconda Via”, primo film sulla ritirata di Russia

«A più di settanta anni dalla Ritirata di Russia – scrive nelle note di regia Alessandro Garilli – noi italiani non possediamo ancora un’iconografia filmica su questo tragico evento. In un’epoca in cui cinema e televisione hanno il potere di colonizzare il subconscio di un popolo e di modellarne la memoria visiva, la mancanza di immagini inizia a produrre dei paradossi evidenti. Diviene sempre più frequente incontrare giovani persone che abbiano nozione del conflitto vietnamita. Poiché possiedono riferimenti derivati da film come Il Cacciatore (1978), Apocalypse Now (1979), Platoon (1986), Hamburger Hill (1987) o Full Metal Jacket (1987). E che non sappiano nulla su tragedie che hanno colpito più da vicino il proprio popolo».

«La sofferenza di chi ha compiuto questo surreale cammino»

«Ma l’urgenza narrativa di questo film – scrive ancora Garilli – nasce da ragioni più intime, che hanno a che vedere con la sofferenza di chi ha compiuto questo surreale cammino. E che mi hanno portato a scrivere, come amo pensare, più che un film di guerra, un film di uomini nella guerra. La sceneggiatura sposa, sin nella struttura, il tema della “perdita della concezione del tempo”, fulcro drammatico dell’opera».

Commenti

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  • Alberto Lazzari 15 giugno 2020

    Benissimo questo film sui ns Alpini a quando un film sul salvataggio dell’ esercito Serbo da parte della nostra allora Regia Marina durante la G.Guerra ?

  • Francesco Paolo d'Auria 13 giugno 2020

    NON HO VISTO IL FILM MA SPERO CHE NON FINISCA CON LE SOLITE SCEMPIAGGINI DOVE SI PARLA DI GUERRA FASCISTA DI AGGRESSIONE, SCHIAVITU’ SOTTO HITLER, EQUIPAGGIAMENTO INADEGUATO PER COLPA DI MUSSOLINI, SCARPE DI CARTONE SEMPRE FATTE O ORDINATE DA MUSSOLINI AGLI INDUSTRIALI LADRI DEL NORD, E GIUSTA REAZIONE COMUNISTA CHE SPARAVANO AI PRIGIONIERI UCCIDENDOLI SE NON RIUSCIVANO A CAMMINARE (LA FAMOSA MARCIA DEL “DAVAI.”.. IERI AL RAI STORIA HO DOVUTO SOPPORTARE IL VOMITO SENTENDO LE COGLIONERIE DI UN CERTO PROF BARBERO INSIEME AL DOTT. MIELI.. SECONDO CUI SE SI FOSSE OCCUPATA ALESSANDRIA D’EGITTO.. MIELI, EBREO DI ALESSANDRIA, NON SAREBBE NATO, E VIA DICENDO.. CHE L’ESERCITO FASCISTA NON AVEVA COLLEZIONATO ALTRO CHE SCONFITTE E CHE L’ITALIA FASCISTA ERA ENTRATA IN GUERRA DALLA “PARTE SBAGLIATA” MA, PER FORTUNA,, ACCORTASI DELL’ERRORE, ERA POI PASSATA ALLA PARTE GIUSTA.. VIGLIACCHI IMPOSTORI.. !!!!! CHE GLI SPIRITI DEI NOSTRI CADUTI VI ASSALGANO COME INCUBI NEL SONNO.. MENZOGNERI VENDUTI.. LE VERITA’ LE CONOSCETE.. PERCHE’ RACCONTARE SOLO FALSITA’????

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