“Rousseau” e grillini litigano sui soldi: «Il M5S non ha restituito 7 milioni di euro»

martedì 11 Maggio 20:55 - di Redazione
Rousseau

Nemesi. Come altro definire la parabola di un movimento nato sul poraccismo (versione pop del pauperismo francescano) e che rischia ora di restare accecato dal colore dei soldi? Ormai non c’è giorno senza veder incrociare le lame tra quel che resta del M5S e l’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio. Prima i database con i nomi degli iscritti. Ora i 7 milioni di euro delle restituzioni degli eletti 5Stelle. Soldi fermi da tempo, reliquia di un’epoca definitivamente tramontata. Parlare ora con un grillino di restituzioni, rimborsi o scontrini equivale esporsi ad un vaffa senza rimedio. Ma i soldi fermi sono anche un’occasione di polemica politica.

Polemico post dell’Associazione Rousseau

Per Rousseau e per gli espulsi dal MoVimento, non c’è bisogno di alcuna votazione per destinarli ai cittadini. «Lo prevede lo Statuto del Comitato rendicontazioni/rimborsi del M5S», ricorda l’associazione in un post dal titolo “Le dieci fake news del giorno. La verità su quanto sta accadendo“. Ancora più pungente è l’aver sottolineato che i 5Stelle «hanno avuto ben 296 giorni disponibili per votare su Rousseau le restituzioni». L’altro fronte aperto è quello degli iscritti. In realtà, il vero problema – ancor di più dopo la sentenza del Tribunale di Cagliari – che ha di fatto stabilito l’illegittimità di Vito Crimi come reggente, riguarda Conte. L’ex-premier non è iscritto al MoVimento, ma ne dovrebbe diventare il leader. Obiettivo semplicemente impossibile senza formalizzare l’iscrizione e mettere ai voti la proposta.

«Non cederemo i dati degli iscritti»

Ma senza l’ok di Casaleggio, la strada è sbarrata. Come pure quelli di cedere i dati degli iscritti altro soggetto. «Comunicarli a soggetti non legittimati come una società terza significherebbe violare la legge», ha avvertito l’Associazione Rousseau. Un divorzio in piena regola, ma con in sottofondo il rumore dei piatti rotti. «Il M5S – conclude il post – non ha pagato la creazione della piattaforma Rousseau. Ma servizi come certificazione delle liste, gestione delle candidature, pagamento delle cause legali, scuola di formazione, gestione del Blog delle Stelle, assistenza agli iscritti, possibilità di poter presentare proposte di leggi ai cittadini, votazioni per decine di servizi attivi».

 

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