Roma, sceneggiata tra Pd e M5s. Conte lancia la Raggi, il Pd candida il suo ex ministro Gualtieri

domenica 9 Maggio 17:33 - di Leo Malaspina

Se lo dice lui, Giuseppe Conte, il peggior premier degli ultimi anni… “Il Movimento5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l’appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli. Virginia sta dando un nuovo volto alla città e dopo una fase iniziale in cui la sua amministrazione ha dovuto dare segni di discontinuità con le gestioni del passato e ha dovuto tanto seminare, da un po’ di tempo si iniziano a vedere i chiari frutti di questo intenso lavoro e i romani se ne stanno rendendo conto ogni giorno di più”. Lo scrive l’ex premier Giuseppe Conte in un intervento su LaStampa.it, in risposta a un articolo di fondo dell’editorialista Marcello Sorgi, che poneva la questione dei rapporti tra M5S e Pd non solo nella Capitale. In campo, a Roma, per il Pd, scenderà invece l’ex ministro dell’Economia del governo Conte, Roberto Gualtieri. Saranno le primarie del “primo turno” tra i due alleati a decidere chi sostenere al secondo turno, ammesso che ci sia arrivi…

Le minacce velate dell’ex premier grillino

“Dispiace che a Roma non si siano realizzate le condizioni per pianificare con il Pd una campagna elettorale in stretta sinergia. Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale e rispetteremo le loro scelte. Ci auguriamo però che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale, che merita di essere portato a termine fino alla fine della legislatura nell’interesse di tutti i cittadini della Regione”, auspica il leader in pectore dei 5 stelle.

“La campagna elettorale che attende Roma sarà una sorta di primaria nel nostro campo, rispetto al campo del centrodestra. Dobbiamo agire in modo intelligente e fare in modo che in caso di secondo turno il dialogo privilegiato del Movimento con il Pd possa dare i propri frutti”, conclude Conte.

La scesa in campo contro la Raggi di Gualtieri

“Mi metto a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio. Partecipo alle primarie del 20 giugno. Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!”. Lo scrive su twitter l’ex ministro del governo Conte, Roberto Gualtieri annunciando la sua corsa alla candidatura per il Campidoglio.

A stretto giro, il segretario del Pd Enrico Letta ha rilanciato su twitter l’annuncio della candidatura di Roberto Gualtieri alle primarie per la corsa al Campidoglio. Sopra il post dell’ex ministro, Letta piazza gli emoticon che mostrano i bicipiti, accanto al nome del candidato: forza Roberto!.

L’imbarazzo del Pd sulla Raggi

“… A tutti ha garantito che non si ritirerà a nessun costo, neppure se dovesse essere sconfitta al primo turno elettorale (come sotto sotto spera l’anima ‘governista’ e giallorossa del M5s, che la considera un impaccio). In quel caso la sua vendetta diventerebbe aizzare gli elettori delle periferie, i borgatari che nel 2016 l’avevano votata quasi all’ottanta per cento, a battersi contro il candidato di ‘quelli di prima'”, scrive Sorgi sulla Stampa. “In effetti, l’idea che la Raggi resti in campo, magari organizzando a suo favore una rete di liste civiche nei municipi romani, è un fattore di cui dovranno tener conto il Pd e soprattutto Zingaretti, l’ex-segretario che come presidente della Regione Lazio ha costruito una maggioranza con i consiglieri regionali grillini che potrebbe riproporsi in Campidoglio. Zingaretti, che ancora tentenna, è il favorito nei sondaggi (fino a 25 punti di vantaggio). Ma non sarà facile, da perno dell’alleanza con M5s, trovarsi come avversaria la sindaca, simbolo della vittoriosa stagione sfumata del Movimento”.

Cosa pensava Zingaretti di Virginia Raggi

“Sono presidente della Regione Lazio fino al 2023. Faccio l’amministratore da 14 anni perché in questa Regione ho sempre vinto le elezioni. Mi auguro che la mia comunità metta in campo altre risorse. – continua Zingaretti- Sono stato il primo a dire che consideravo la ricandidatura di Virginia Raggi una minaccia per Roma. Lo dico ancora oggi, non è che ho problemi. Non confondiamo l’amore per Roma con il basso calcolo delle alleanze politiche. Sono presidente della Regione Lazio e vorrei, voglio, portare avanti questa missione”. Lo diceva Zingaretti solo un mese fa, provocando la reazione durissima della Raggi, che ora minaccia di boicottare il Pd, anche a costo di perdere.

 

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