Più “astrologia” che scienza nelle decisioni di Speranza: sul coprifuoco Paolo Fox vince sui virologi…

sabato 15 Maggio 18:12 - di Hoara Borselli

Se da sempre gli italiani si sono affidati a credenze e tradizioni prive di fondamento scientifico quali l’astrologia per trovare una previsione di conforto, da quattordici mesi, il focus della speranza, di Speranza, si è dirottato verso una nuova dottrina che si fonda principalmente sul “tutto e il contrario di tutto”.
Parliamo della virologia, non la disciplina biologica che studia i virus, ma la dottrina secondo la quale se non si ascoltano almeno tre proclami discordanti in un’unica giornata da tre virologi diversi non si può varcare l’uscio di casa.

La differenza tra astrologia e virologia

Tra l’astrologia e la virologia c’è un punto di convergenza imprescindibile, ovvero, anche di fronte alle più grandi assurdità e palesi contraddizioni gli italiani continuano ad affidare la loro vita metafisica alle classifiche giornaliere di Paolo Fox e quella terrena ai Top Ten della virologia.
È solo un dettaglio se il Fox nazionale predisse che il 2020 sarebbe stato un anno all’insegna dei viaggi e della prosperità per tutti , in fondo ha solo sbagliato ciò che rappresenta l’unico motivo che ne giustifica la presenza quotidiana nelle nostre case, ovvero prevedere cosa ne sarebbe stato di noi dell’anno che stava bussando alla porta.
Che poi sia accaduto l’esatto contrario è solo un dettaglio che gli italiani hanno perdonato ritenendo semplicemente che il Covid non abbia avvisato Marte Giove e Venere delle sue intenzioni, però ahimè i nostri Guru virologi hanno avuto modo di conoscerlo bene questo virus maledetto e come è possibile ci chiediamo noi, che inesorabilmente si contraddicano su tutto?

Le passerelle degli scienziati e l’indifferenza del governo

Assistiamo da più di un anno a passerelle giornaliere dei nostri mentori virologi che via Skype ripetono in tutte le trasmissioni televisive e radiofoniche del servizio pubblico e privato che misure come ad esempio il coprifuoco non abbiano alcuna evidenza scientifica.
Nonostante ciò improvvisamente il governo si mostra sordo alla fisica preferendo la metafisica delle ideologie politiche di partito.
Ascoltati dal Conte bis come oracoli, la parola che diventava verbo indiscusso tanto da diventare detentori assoluti di ogni scelta riguardante le nostre fondamentali libertà, oggi con Draghi la voce dei nostri virologi viene relegata ai soli salotti televisivi.
Improvvisamente da protagonisti sono diventati comparse nelle scelte determinanti.

Tutti d’accordo: il coprifuoco va abolito, eppure…

Il delirio comunicativo a cui siamo sottoposti dai guru della scienza ci sta trascinando alla deriva del più totale disorientamento.
Non ha importanza se il catastrofista Crisanti ha dichiarato che “il coprifuoco serve a poco”, che Abrignani del (CTS) abbia detto che “non ci sono dati scientifici a supporto di un orario sul coprifuoco”, che l’immunologa Viola abbia ritenuto questa misura “una scelta moralistica più che scientifica” e che Francesco Vaia, componente del Comitato etico dello Spallanzani si sia sbilanciato in un “il coprifuoco non serve, non ha valore scientifico.
Improvvisamente visto che togliere questa misura rappresenterebbe lo smacco per una sinistra,che a livello comunicativo è da sempre chiusurista , ecco che la scienza non è più a servizio della politica ma uno strumento fondamentale solo a fasi alterne in base alla convenienza.

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