Aperture e coprifuoco, no del Senato alla mozione di FdI. Il governo si arrocca. “Ora è chiaro chi sta con gli italiani”

giovedì 13 Maggio 20:47 - di Redazione

Esito scontato. Guai ad appoggiare le pericolose richieste di Fratelli d’Italia.  Anche quando riguardano il progressivo ritorno alla normalità e auspicano imminenti aperture, nel rispetto delle norme anti-covid. L’Aula del Senato respinge la mozione di Fratelli d’Italia in tema di riaperture e coprifuoco con 24 sì, 78 no e 48 astenuti. E approva l’ordine del giorno della maggioranza (131 sì, 3 no e 16 astenuti). “Bocciata al Senato la mozione di Fratelli d’Italia con la quale chiedevamo, tramite quattro punti di buonsenso, di poter far ripartire la nostra Nazione. Ancora una volta i proclami del Governo su coprifuoco e riaperture vengono smentiti in Aula. La loro volontà di riaprire è solo a parole”, scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Coprifuoco e aperture, il Senato boccia la mozione di FdI

Una conferma che, anche sul tema delle chiusure – commenta Giorgia Meloni – questo governo rimane in perfetta continuità con quello precedente. “Dal governo non c’è alcuna ragionevolezza. Ma un attendismo passivo. Incapace di trovare un punto di equilibrio tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Ed alle libertà personali”. Così Isabella Rauti, vicepresidente del gruppo di FdI a Palazzo Madama.

Rauti: il governo temporeggia e non mantiene gli impegni

“Anzi questo esecutivo non mantiene gli impegni presi. E dilaziona nel tempo le decisioni. E non si comprende se alla fine prevalga la linea del ministro Speranza, del M5S, oppure altre anime. Quello però che è chiaro – incalza la Rauti – è che la nostra mozione, l’ultima rimasta in piedi, considera il coprifuoco una misura illegittima, anticostituzionale e liberticida. Inutile ai fini del contenimento della pandemia e senza evidenza scientifica. Chiede che riaprano tutte le attività nel rispetto dei protocolli di sicurezza. E che siano tolti i limiti alle visite private e all’utilizzo delle mascherine all’aperto. Ma sempre nel rispetto delle misure di sicurezza. Purtroppo, il dibattito e il voto di oggi in Aula hanno confermato chi è davvero dalla parte degli italiani e delle imprese ed attività danneggiate“.

A questo si aggiunge lo scandalo di una maggioranza ampia che non riesce a garantire il numero legale. Come denuncia il senatore di FdI Patrizio La Pietra. “E dire che poco fa si è affrontato il delicato tema del coprifuoco e delle riaperture, peraltro arrivato in Aula soltanto grazie a Fratelli d’Italia, che dovrebbe essere tra in cima alle priorità politiche. E’ l’ennesima dimostrazione della confusione e dello sbando di questa maggioranza”.

Il Senato respinge la mozione di Fratelli d’Italia

Nel pomeriggio, al termine della discussione generale, un ingenuo Pier Paolo Sileri aveva rivolto un appello irrituale al partito di Giorgia Meloni perché ritirasse la sua mozione. “Aderisca all’ordine del giorno della maggioranza”, ha detto con toni da marziano il sottosegretario alla Salute. “Affinché in modo unito l’Aula esprima l’auspicio per progressive riaperture e conseguente abbandono del coprifuoco. Anch’io vorrei il coprifuoco finito. Verrà tolto ma non sappiamo ancora quando”. E perché non il contrario? Non è chiaro perché l’appello all’unità e il principio della responsabilità trasversale di fronte all’emergenza sanitaria debba valere soltanto per l’opposizione. Che cosa ha fatto il governo Draghi per smussare gli angoli di fronte alle richieste di riaprire in sicurezza le attività commerciali e culturali? E indietreggiare sul coprifuoco alle 22, una scelta politica non suffragata da nessun elemento scientifico?

Aperture e stop al coprifuoco, il governo si arrocca

Tra le richieste del partito ella Meloni la rimozione dell’inutile misura del coprifuoco alle ore 22. “La cui efficacia – si legge nella mozione – in termini di contenimento del contagio non è stata mai provata. Né avallata da alcun organismo scientifico qualificato”. Richieste di chiarimento anche sull’utilizzo della mascherina.  “L’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’aperto si impone solo e soltanto quando non sia possibile assicurare una distanza interpersonale di almeno un metro”. E ancora l’allentamento delle regole ferree sulle visite a parenti e amici. Infine la richiesta di “rendere immediate le riaperture di tutte le attività commerciali. Degli impianti sportivi, delle attività di ristorazione anche al chiuso”.  Compresi i luoghi della cultura (biblioteche, teatri, cinema, musei) “ove siano disposte adeguate misure anti contagio e nel rispetto dei protocolli di sicurezza“.

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