Salvini battuto sul coprifuoco se la prende con la Meloni: “Sta alla finestra, io invece…” (video)

venerdì 23 Aprile 12:30 - di Valter Delle Donne
salvini coprifuoco

Sta rimbalzando sui cellulari di molti elettori del centrodestra l’intervista sconcertante rilasciata a Sky Tg 24 da Matteo Salvini. Il segretario della Lega ha parlato come un allenatore di calcio, intervistato a caldo, dopo una sonora batosta in un derby. Ed è apparso in difficoltà nel dover spiegare il fallimento delle richieste della Lega sul coprifuoco. Tanto da tirare in ballo, a sproposito, Giorgia Meloni, “rea” di essere rimasta all’opposizione.

Salvini parla del coprifuoco e attacca Giorgia Meloni

“La scelta della Lega di essere dentro al governo – ha detto ieri Salvini in diretta a Sky – a differenza della Meloni che ha preferito star fuori a protestare è che dall’interno del governo, e lo dimostreremo, noi possiamo incidere, cambiare, migliorare, modificare, le scelte del governo. Se avessimo scelto di stare alla finestra a protestare evidentemente avremmo avuto modo di incidere zero”.

Peccato, però, che quei dodici leghisti che siedono al governo (tre ministri e nove sottosegretari) per ora abbiano inciso meno di zero. Anzi, il segno è negativo, perché il Carroccio da una parte non incassa neanche un risultato politico. E, dall’altra, continua a precipitare nei sondaggi elettorali.

Forse, a esser maliziosi, anche per questo il leader della Lega ieri ha riservato all’intervistatrice una bellissima intervista. Ma da leader di opposizione e non di un partito che siede contemporaneamente su dodici poltrone di governo e su una dell’opposizione (Copasir).

Quei 12 leghisti al governo che incidono meno di zero

L’intervista in cui Salvini cerca di spiegare perché il coprifuoco è sbagliato assume quindi delle connotazioni surreali. Salvini spiega ai telespettatori ciò che va fatto, quando il “suo” governo agisce esattamente al contrario. E, non aiutano all’immagine del leader del Carroccio, i retroscena dei quotidiani. Citano indiscrezioni imbarazzanti sugli sms di Salvini al premier Draghi e di come lo stesso SuperMario lo abbia “ridicolizzato”, respingendo al mittente ogni richiesta di allungare almeno i tempi del coprifuoco.

Il leader del Carroccio ha sostenuto per l’ennesima volta le ragioni di una protesta sacrosanta. Ma, appunto come un mister uscito dopo una sconfitta della sua squadra, non ha saputo fornire spiegazioni. Anzi, ha citato a sproposito i rivali in classifica, in questo caso Fratelli d’Italia e la Meloni. Come se l’avversario fosse Fratelli d’Italia e non M5s, Pd e Speranza. Il ministro della Salute appunto.

Draghi ascolta più lui che tutti e 12 gli esponenti del Carroccio messi insieme. Proprio quello Speranza che, per usare un eufemismo, la Lega non stima. Ma non sfiducia.

Non a caso, sui Social, gli elettori della Lega in queste ore sono inferociti e spiazzati. In parecchi, infatti, pongono a Salvini la stessa domanda che Giorgia Meloni pone dal primo giorno dell’esecutivo Draghi. “Matteo, ma che c’entri tu al governo con quelli là?”

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