Salvini tentato dal ritorno all’opposizione per arginare la Meloni nei sondaggi. Il retroscena

giovedì 22 Aprile 10:37 - di Valerio Falerni
Salvini

Difficile per chiunque tenere il piede in due staffe. Anche per Matteo Salvini. Voler sostenere Draghi a giorni alterni è una pretesa assurda. Glielo ha amichevolmente ricordato anche Alessandro Sallusti dalle colonne del Giornale. Deve scegliere: o di qua o di là. Certo, non è facile, stretto com’è tra la vocazione governista di Giorgetti, le richieste aperturiste dei vari Zaia, Fedriga e Fontana e lo stillicidio settimanale dei sondaggi, con la Lega in calo e FdI in rimonta. E siamo al punto. Perché se Giorgetti lo blocchi con una telefonata e i governatori li ammansisci con un faccia a faccia, non c’è modo di bloccare l’ascesa politica di Giorgia Meloni. A meno che… non decida di seguirla all’opposizione rinnegando pensieri e parole degli ultimi due mesi.

Dopo l’astensione della Lega sul “coprifuoco”

A leggere il Corriere della Sera, parrebbe che un pensierino a tornare “minoranza” Salvini l’avrebbe fatto. La vicenda dell’astensione leghista nel Consiglio dei ministri su un decreto concordato parola per parola, coprifuoco compreso, potrebbe aver lasciato il segno. Tanto più che la Lega al governo il suo leader proprio non ce la voleva portare. Pensava tutt’al più ad un’astensione, come aveva suggerito la Meloni. A piegarlo, più che a convincerlo, furono le spinte di Giorgetti, dei governatori e degli stakeholders del Nord. È il motivo per cui Draghi salutò con molto favore la decisione del Carroccio di sostenerlo nell’avventura di Palazzo Chigi.

Salvini preoccupato dall’ascesa di FdI

Ma è anche il motivo per cui lo stesso Draghi è rimasto come stordito dall’astensione in Cdm. In tempi normali ne sarebbe nata una crisi di governo. Ma immersi come siamo in una pandemia, non se ne parla neppure. In fondo, potrebbe poggiare su questa impossibilità l’inconfessabile scommessa di Salvini: uscire dalla maggioranza sperando che essa, pur ridotta nei numeri, continuerà ad esistere anche senza di lui. Certo, con Forza Italia a quel punto esposta all’opa ostile dei vari Renzi e Calenda, le sue ambizioni di leadership ne uscirebbero alquanto ridimensionate. Ma i sondaggi incombono. E come insegnavano i latini primum vivere…

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