Parchi divertimento, protesta a piazza del Popolo. “Non siamo untori. Ma il governo ci tiene chiusi”

martedì 11 Maggio 19:01 - di Redazione

Riaprire i parchi di divertimento. Sono luoghi sicuri. Oggi piazza del Popolo ha fatto da palcoscenico alle mascotte e ai cartoni animati più amati dai bambini. Per un flash mob a base di musica, palloncini e spettacolo, dal titolo “Liberate il sorriso”. Per chiedere la riapertura dei parchi tematici e acquatici prima del 1° luglio. La manifestazione (oltre 200 artisti e lavoratori) è stata promossa  dall’Associazione parchi permanenti italiani aderente a Confindustria. All’evento hanno partecipato tutti i protagonisti del settore, provenienti da ogni parte d’Italia. I parchi del gruppo Costa Edutainment, Leolandia, MagicLand, Mirabilandia, Zoomarine, Gardaland e molti altri ancora.

Parchi divertimento, flash mob a Roma per la riapertura

“Troppo lontana la data del 1° luglio per riaprire i parchi divertimento italiani. Le nostre attività si svolgono tutte all’aperto. Le nostre strutture rispondono perfettamente ai criteri di sicurezza richiesti dal governo. Non ha senso aspettare ancora quasi due mesi”. Coì il responsabile di Zoomarine, il più grande Parco marino italiano. In prima linea nella protesta organizzata dagli operatori del settore.

L’apertura dei giardini zoologici in Italia – fa notare – ha dimostrato che siamo pronti a ripartire. Inoltre in un parco come Zoomarine c’è da considerare anche il discorso delle piscine. Studi internazionali hanno dimostrato che il cloro delle piscine disattiva il Covid entro 30 secondi. Una scoperta che ha consentito in tante nazioni del mondo di riattivare piscine e centri sportivi. Al governo chiediamo di valutare con attenzione la nostra posizione e darci risposte chiare”.

“Siamo luoghi sicuri, non possiamo più aspettare”

La nostra missione è portare divertimento e buon umore nella vita di bambini e famiglie“, ha spiegato Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione parchi permanenti italiani e di Leolandia. “E sappiamo farlo in assoluta sicurezza. Lo abbiamo già dimostrato la scorsa estate. Ci aspettiamo dal governo un intervento significativo. Con l’anticipazione delle aperture. E, se non è in grado di supportarci con finanziamenti a fondo perduto, con la concessione di finanziamenti a lungo termine. A tasso agevolato, come avviene anche negli altri Paesi”. “Sono in bilico – ha ricordato – 100.000 lavoratori, tra occupati fissi e stagionali, diretti e dell’indotto. Gli stagionali, inoltre, sono senza sussidi dal 30 aprile. Il governo deve occuparsi anche di noi”.

“Chiediamo di non essere discriminati”

“Chiediamo di non essere discriminati. Siamo gli ultimi a ripartire nonostante abbiamo dei protocolli rigidi. Tanto che l’anno scorso  in nessun parco italiano c’è stato nessun contagio né fra gli operatori né fra gli ospiti”. Così Riccardo Marcante, direttore generale di Mirabilandia.  “Eppure ci sono settori che ripartono molto prima di noi. Parlo dei ristoranti al chiuso, dei cinema e dei teatri. Delle palestre e delle fiere. E noi siamo gli ultimi a ripartire come se fossimo i peggiori degli untori”. I nostri protocolli di sicurezza – sottolinea – sono quelli validati a livello mondiale dalla Iapa, la federazione internazionale dei parchi di divertimento. “E prevedono l’utilizzo della mascherina, la sanificazione di tutte le aree, il mantenimento della distanza di sicurezza e soprattutto un contingentamento degli ingressi. Che ci ha fatto ridurre l’affluenza massima nel nostro parco di circa il cinquanta per cento“.

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