La psicosi per Astrazeneca scatena il caos, Mulè striglia le Regioni: basta, decide Figliuolo

mercoledì 5 Maggio 11:46 - di Lorenza Mariani
Astrazeneca caos Regioni

La psicosi per Astrazeneca scatena il caos nelle Regioni del Sud. E arriva la strigliata di Mulè: basta fughe in avanti. La campagna vaccinale è a un bivio. Le Regioni denunciano disguidi e disordini. Anzi, veri e propri tumulti, come quelli registrati ieri in Sicilia e a Napoli soprattutto. L’atmosfera si fa ogni giorno più tesa e da roma si teme che certe “fughe” in avanti delle realtà locali possano alimentare il contrasto tra Regioni e governo centrale, rischiando di mandare in tilt la strategia messa in atto dal generale Figliuolo. Tanto che oggi il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, intervenendo alla trasmissione Agorà su Raitre, si vede costretto a mettere i puntini sulle i. Dichiarando: «Non sono accettate fughe in avanti da parte delle Regioni perché il Piano vaccinale predisposto dal generale Figliuolo procede a pieno ritmo raggiungendo gli obiettivi prefissati».

Vaccini, dopo il caos di Napoli e Sicilia, Mulè alle Regioni: basta fughe in avanti

Del resto, prosegue Mulè, «a parlare sono i numeri d’altronde. Dal 10 aprile scorso abbiamo il 26% di decessi in meno. Il 31% dei posti di terapia intensiva occupati. E il 34% di ricoveri in meno. Questo è il sunto di una campagna vaccinale pianificata e ben strutturata. Ora dobbiamo guardare avanti e superare la soglia delle 600.000 somministrazioni al giorno. A vincere è l’Italia, non un singolo partito».

Caos Astrazenca, il richiamo all’unità delle Regioni arriva all’indomani delle rivolte negli hub

Un richiamo all’unità e all’ordine, quello del sottosegretario Mulè, che arriva proprio all’indomani delle rivolte dei cittadini al vaccino Astrazeneca, registrate a Napoli e in Sicilia. Ieri, infatti, il caso Astrazeneca è esploso in tutto il suo fulgore nel capoluogo partenopeo. Dopo la Sicilia, anche all’ombra del Vesuvio la popolazione alle prese con la vaccinazione si rivolta contro il siero anglo-svedese. Con tanto di rifiuto delle iniezioni, insulti e minacce a medici e vaccinatori, che trasformano in una polveriera l’hub della Mostra d’Oltremare dove erano convocati quattromila cittadini della fascia d’età 60-69.

La diffidenza per Astrazeneca: le dosi restano nel cassetto

E se nell’isola governata da Nello Musumeci, come riporta in queste ore il quotidiano La Sicilia, «sono 250 mila le dosi del siero di Oxford, di cui almeno 100 mila nel Catanese, ancora chiuse nei frigoriferi», «in tutto il Paese sono oltre due milioni gli shot di Astrazeneca ancora nei congelatori e pronti ad essere utilizzati». Nonostante diffidenza e paura ancora molto vive nella gente pronta all’immunizzazione di massa.

Pregliasco rassicura su Astrazeneca e limti d’età: «Rischi assolutamente misurati»

E proprio su Astrazeneca, allora, ancora questa mattina è intervenuto in tv il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco. «AstraZeneca con questa cacofonia di comunicazione ha messo in luce ciò che comunque mi aspettavo. Ma si tratta di rischi assolutamente misurati», ha dichiarato a Sky Tg24 l’esperto, ospite di Timeline sulla modifica dei limiti d’età sotto i 60 anni per il vaccino anglo-svedese. «È questa l’oggettività dell’informazione – ha spiegato Pregliasco – forse un po’ cruda e maldestra, soprattutto sulle variazione sul tema che sono state date ha creato e crea questa disaffezione». Una disaffezione che al Sud sta degenerando proprio in rivolta di massa…

Pregliasco su Astrazeneca: «Bisogna lanciarsi dal trampolino. Non è alto e non è pericoloso»

Eppure, ancora una volta, Pregliasco prova a rassicurare gli utenti sulle fiale di Oxford. Sottolineando: «L’ampliamento continuo della base d’informazioni che ci arrivano da milioni di dosi ci confermano sicurezza. Affidabilità. E, soprattutto, efficacia. Bisogna lanciarsi dal trampolino perché non è alto e non è pericoloso». Anzi, per il virologo «l’approccio ai vaccini è sempre difficile da parte dei singoli. Ma se avessimo la forza di guardare i bugiardini di farmaci attraverso i quali ingurgitiamo un po’ di tutto senza problemi, e li confrontassimo con quello di AstraZeneca, vedremmo effetti assolutamente inferiori».

I dubbi sui rischi potrebbero rovinarci l’estate

Quindi, ha concluso Pregliasco: «Davvero si perde la percezione del rischio malattia: che è di circa 200 morti al giorno rispetto all’opportunità della vaccinazione in generale. Dobbiamo raggiungere anche no-vax e persone dubbiose. Perché ci sono ancora almeno mezzo milione di soggetti positivi, e solo una grande campagna vaccinale potrà fare abbassare quest’ultimo dato e ci libererà la vita. Dovremo superare questo periodo di rischio: la libertà eccessiva che abbiamo visto potrebbe rovinarci l’obiettivo di una bella estate».

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