Elisabetta Canalis contro il politicamente corretto: «È una follia collettiva, un bavaglio inaccettabile»

17 Mag 2021 13:32 - di Giorgia Castelli
Elisabetta Canalis

Elisabetta Canalis torna a schierarsi contro  del politicamente corretto e lo fa attraverso le storie del suo profilo Instagram. «Vedo con preoccupazione persone completamente fuori di testa che ci impongono via social cosa sia giusto o sbagliato, cosa dobbiamo dire o cosa non dobbiamo, tutto in nome dell’uguaglianza o dei pari diritti». E poi ancora: «In questo modo si dividono le persone invece che unirle, fomentando un bullismo collettivo spacciato per diritti delle minoranze. Minoranze che hanno le loro idee e le loro sfumature ideologiche e che non vogliono essere messe tutte sotto lo stesso cappello».

Elisabetta Canalis contro il politically correct

Non è la prima volta che Elisabetta Canalis si scaglia contro il politically correct. Ma questa volta il suo pensiero è dettato dalla diffusa tendenza di essere additati come intolleranti per il solo fatto di aver espresso un’opinione personale. «Penso che la direzione che stiamo prendendo è quella del dovere esprimere un pensiero a senso unico, censurando e censurandoci per il terrore di essere bollati come misogini, omofobi o razzisti. L’Italia è un Paese libero e così dovrebbe rimanere. L’Europa non deve omologarsi alle follie del politically correct che si vedono sempre più spesso altrove, anche perché a livello di diritti umani e di umanità in generale abbiamo tanto da insegnare a molte nazioni».

«Spero che l’Europa si salvi da questa follia in arrivo»

Poi il riferimento agli Stati Uniti. «Vivo in un Paese dove questo fenomeno sta arrivando all’estremo – ha scritto – spero che la nostra vecchia Europa, con le sue radici e la sua storia, riesca a salvarsi da questa ondata di follia in arrivo». Non manca il passaggio sui giovani. «Pur sensibilizzando  le nuove generazioni al rispetto e all’amore per il prossimo…». E poi aggiunge: «Togliere la libertà di una battuta, cancellare la storia perché certi simboli non possono appartenere al presente, invece che spiegare attraverso la storia  stessa perché e per come ci siamo evoluti, è come crearsi una visione del mondo basata su Google ed ascoltare chi urla più forte».

«Non farsi intimorire dai “buonisti” e dai “cattivisti”»

Infine il messaggio. «Forse la differenza la farà chi di noi ragionerà con la propria testa senza farsi intimorire dai “buonisti” e dai “cattivisti” che amano mettere alla gogna chi osa avere un’opinione. Scusate – conclude – ma a volte è difficile rimanere indifferenti, preferisco avere una conversazione  civile, ascoltare ed essere ascoltata piuttosto che seguire  il gregge».

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA