Elisabetta Canalis contro il politicamente corretto e la “censura buonista”: «È solo ipocrisia»

sabato 26 Dicembre 11:32 - di Fortunata Cerri
Elisabetta Canalis

Elisabetta Canalis su Instagram si schiera contro il politically correct.  A dare lo spunto al messaggio è stato un articolo pubblicato su Dagospia a firma di Roberto D’Agostino. Il giornalista ha affrontato il delicato tema della censura buonista. Dal “gallina” pronunciato da Mauro Corona a Cartabianca alla “Jolanda prensile” di Wanda Nara.  Ecco cosa scrive Dagospia: «Ecco una delle piaghe che affliggono il nuovo secolo. L’ipocrisia elevata a galateo. Il moralismo che sostituisce il giudizio estetico, la paura di esprimere un’opinione perché si finirebbe impallinati dai giustizieri dei “gender”, del “Me-too”, del politicamente corretto».

Elisabetta Canalis pubblica l’articolo di D’Agostino

Elisabetta Canalis ha condiviso il pensiero di D’Agostino. «Pubblico volentieri l’articolo scritto da Roberto D’Agostino riguardo alla censura buonista del politicamente corretto che sta arrivando anche in Italia. Lo dico vivendo in Usa. Un paese vittima di questa ipocrisia in cui fare una battuta ed avere un’opinione che sia diversa da quella del gregge equivale ad essere tacciati di razzismo, omofobia o misoginia».

Elisabetta Canalis: «Smettiamola di omologarci»

Elisabetta Canalis ha condiviso il suo pensiero attraverso alcune storie Instagram. Ha pubblicato due screenshot che ha salvato nella categoria “Freedom”, cioè libertà.  Ha ricordato che in passato è stata anche lei presa di mira dalla Littizzetto. E non ne ha fatto un dramma. «Sono stata vittima e oggetto di diverse battute della Littizzetto. Ne sono onorata perché la considero una grande attrice comica e un personaggio televisivo irriverente e mai mai volgare».

«Mi sono fatta delle gran risate»

E poi ancora. «Mi sono fatta delle gran risate e mai ho pensato di essere stata offesa come donna. Smettiamola di omologarci al pensiero delle star di Hollywood o di chi ci impone di pensarla a senso unico. Abbiamo un cervello ed un senso dell’ironia che non possiamo reprimere in nome delle etichette che gli altri ti vogliono dare». E infine: «State attenti ai modelli che ci vengono imposti e siate sempre dei pensatori liberi».

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