Denise Pipitone, accelerazione verso la svolta: accertamenti su una ragazza rom di Scalea

martedì 11 Maggio 13:37 - di Lara Rastellino
Denise ragazza rom Scalea

L’accelerazione impressa dal ritorno alle indagini sul caso della scomparsa della bambina da Mazzara del Vallo ormai 17 anni fa, riaccende la speranza di ritrovare Denise Pipitone. A riguardo, anche l’Adnkronos riporta in queste ore la notizia di controlli e accertamenti eseguiti dagli inquirenti a Scalea, dopo la segnalazione di una giovane donna che sarebbe molto somigliante alla piccola scomparsa l’1 settembre del 2004 sotto casa della nonna nella cittadina del Trapanese quando aveva solo 4 anni. La ragazza, di famiglia rom, sarebbe già stata ascoltata dai carabinieri, su input della Procura di Marsala, che ha aperto un nuovo fascicolo di indagine sul caso.

Denise Pipitone, una ragazza rom di Scalea riaccende la speranza

Nelle scorse settimane i colpi di scena si sono susseguiti con continuità. Rilanciati dalla tv che, a più riprese, dopo il caso Olesya, ha dato nuovo impulso alle indagini. Decisiva, in tal senso, la denuncia di Maria Angioni, la pm che lavorò sul caso al suo esordio e che, ospite di diverse trasmissioni Rai e Mediaset, ha segnalato a più riprese lacune e disguidi con cui lei stessa si è ritrovata di fronte nel primo, delicato momento, delle ricerche e degli accertamenti. Segnalazioni che hanno alimentato le polemiche su inquirenti e indagini, dando un nuovo slancio alle ricerche. Rilanciate da segnalazioni anonime di chi, accogliendo l’accorato appello della mamma di Denise, Piera Maggio, sta provando ad uscire allo scoperto, assestando piccoli colpi a quel muro di omertoso silenzio che ha fin qui ostacolato la ricerca della verità.

Denise, una ragazza rom di Scalea e la tv animano le nuove indagini

E allora, dopo gli scoop degli ultimi giorni che, dalla Sciarelli di Chi l’a visto, alla Panicucci di Mattino 5. Passando per Quarto Grado condotto da Nuzzi su Rete 4 e i talk di approfondimento della Rai affidati a Milo Infante ed Eleonora Daniele, fino al contenitore pomeridiano di Barbara D’Urso, solo per citarne alcuni. Con le telecamere della televisione e gli occhi dell’opinione pubblica puntati sul caso, ora spunta una nuova pista. I carabinieri di Scalea stanno infatti eseguendo dei controlli su una ragazza di 21 anni, di origini romene, che vive nella cittadina tirrenica di Scalea. Secondo la segnalazione di un cittadino, si tratterebbe proprio di Denise. Una somiglianza che rinvigorisce le speranze e che, a quanto si apprende, si poggerebbe su diverse circostanze attendibili.

Denise, la ragazza, che vive in un campo rom, ascoltata a lungo dagli inquirenti

La ragazza, riporta in queste ore tra gli altri il sito de Il Giorno, che gli inquirenti hanno già ascoltato a lungo, «non si è sottratta alle verifiche e ha fornito i nomi dei genitori e altre informazioni utili a ricostruire il suo passato». Accertamenti e riscontri ora al vaglio della Procura della Repubblica di Marsala che dovrà decidere se procedere o meno alla prova della comparazione del dna. Nel frattempo sul caso di Scalea vige il massimo riserbo negli ambienti investigativi. Ma, scrive sempre Il Giorno, «la ragazza identificata viene dalla Romania, ma si è stabilita in Calabria da tempo». La giovane, che è stata ascoltata a lungo dagli inquirenti, nelle prossime ore potrebbe essere sottoposta all’esame del Dna.

Tutto è ripartito da una telefonata del 2005 e da una foto

Al centro dell’inchiesta, dunque, la telefonata di una donna che il padre naturale di Denise, Pietro Pulizzi, ha ricevuto il 14 gennaio 2005. Una chiamata partita da un campo rom di Marsala che, all’epoca delle ricerche fu ispezionato senza esito. Dopo molti anni, per la prima volta, Mattino Cinque ha messo a confronto l’immagine della donna del campo nomadi di Marsala,  con la foto scattata a Milano, nello stesso periodo, a una nomade che portava con sé una bambina molto simile a Denise Pipitone. Che chiamava Danas e che, come noto, la guardia giurata Felice Grieco intercettò e riprese in un breve video. La prima foto non è stata mostrata ai telespettatori del programma condotto da Federica Panicucci. Mentre il secondo scatto è ormai conosciuto, rilanciato a più riprese nel corso degli anni dalla trasmissione di Raitre chi l’ha visto.

Tv e pm della prima ora fano riaprire il caso

Il resto è storia recente. Quella che aggiorna il mistero all’‘ispezione nell’appartamento che in passato è stato abitato da Anna Corona, l’ex moglie di Piero Pulizzi. Nell’appartamento, disabitato da un paio di anni, i militari hanno cercato di accertare se, come rivelato da un anonimo che in gergo si definisce “vestito” (ossia portavoce di una segnalazione attendibile), siano stati fatti dei lavori edili dopo il rapimento della bambina. Piantine catastali alla mano, carabinieri, scientifica e vigili del fuoco, hanno perlustrato da cima a fondo l’abitazione, per capire se su un muro ci siano segni di intonaco più recente. O tracce di una stanza murata dove qualcuno avrebbe potuto tenere nascosta Denise nei primi giorno dopo il sequestro. Nel corso di quel sopralluogo che tante polemiche ha suscitato, le forze dell’ordine hanno ispezionato anche una botola che porterebbe a uno scantinato nell’appartamento in questione. E un pozzo.

Misteri, depistaggi e silenzi lunghi 17 anni

Tanto che a galla tornano misteri. Depistaggi. Mancanze e omissioni che potrebbero aver condizionato pesantemente il caso. Le ricerche. Il ritrovamento della piccola Denise. E lasciato un fianco scoperto persino sulla verità processuale dell’inchiesta. Culminata in un verdetto senza colpevoli. E nell’assoluzione in tre gradi di giudizio di Jessica Pulizzi (sorellastra di Denise) e nell’archiviazione della madre, Anna Corona. Principali indiziate su cui, dubbi e  riflettori, non si sono mai spenti. Nonostante le sentenze.

 

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