Denise e la prova del dna, il criminologo: tv e web solo a caccia di scoop. Ecco come cercare la verità

martedì 6 Aprile 13:54 - di Greta Paolucci
Denise Pipitone dna

Denise Pipitone, il dna chiuderà il cerchio? Sicuramente, al momento, ha aperto un circolo vizioso di speculazioni e recriminazioni che, dalle tv di mezzo mondo ai social, sta vendendo professionisti e dilettanti allo sbaraglio della comunicazione, fiondarsi avidamente su notizie. Rumors. Indiscrezioni, foto, e chi più ne ha, più ne metta. Ne è convinto il criminologo Carmelo Lavorino che, a poche ore dalla comparazione in tv dei risultati degli accertamenti genetici tra Piera Maggio e Olesya Rostova, si unisce al coro di chi denuncia il cannibalismo mediatico sulla vicenda. «Ogni volta che ci sta il sospetto che qualche ragazza possa essere Denise – ha dichiarato Lavorino all‘Adnkronos – immediatamente viene montato un circo mediatico che strumentalizza soprattutto il dolore dei familiari della persona scomparsa».

Denise Pipitone, la prova del dna: la verità appesa a un filo

Quelle in corso, allora, sono ore “calde”. Che seguono gli ultimi giorni di approfondimenti. Interviste. Commenti e ipotesi che sovrastano e superano, e di molto, il limite di quanto si sa e di quanto è lecito supporre. Così, il criminologo Carmelo Lavorino, a poche ore dalla diretta da Mosca della puntata del talk show che ha riaperto il caso della scomparsa delle piccola da Mazzara del Vallo, torna sul Dna di Olesya: la ragazza russa che potrebbe essere Denise Pipitone. Prima di lui, come noto, già il legale della famiglia Pipitone ha parlato di circo mediatico. E proprio all’avvocato di Piera Maggio, allora, il criminologo indirizza la sua prima recriminazione: «Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. È come vedere il Papa che si lamenta del Giubileo – dice ironico –. Si poteva fare tutto in maniera riservata. Prima di tutto si poteva chiedere il gruppo sanguigno della ragazza e poi, magari con il supporto dell’intelligence, prendere il Dna della ragazza russa».

Denise e Olesya, il criminologo: circo mediatico costruito sulla prova del dna

Insomma, per il criminologo c’era un modo per arrivare prima e con maggiore riservatezza, alla verità su questa intricata vicenda, resa ancora più ingarbugliata dagli ultimi, possibili sviluppi russi. Un caso che appassiona e tiene milioni di italiani col fiato sospeso. E su cui, troppo spesso, la tv ha indotto a spiare “morbosamente” dal buco della serratura. Sempre appesi a una verità che, questa sera, potrebbe disvelarsi, Oppure, essere rinviata al prossimo scoop. Del resto, sottolinea Lavorino, «non è che ci vuole granché a prendere il Dna delle persone… La gente va al bar. Beve un caffè. Butta una cicca di sigaretta. È vero che è un dato sensibile, ma poteva essere trattato in maniera molto riservata. Potevano fare degli accertamenti prodromici e anticipatori per verificare se la ragazza fosse realmente Denise. In modo da evitare questa spettacolarizzazione mediatica e strumentalizzazione della signora Maggio».

Tutti a caccia dello scoop: cosa succederà stasera?

Ma, insiste il criminologo, «purtroppo il circo mediatico lo hanno costruito sin dall’inizio gli avvocati. I consulenti. E le persone che erano intorno alla famiglia (Pipitone, ndr). Peraltro, senza che a tutt’oggi si arrivasse a una soluzione. Potevano prendere un investigatore privato ad esempio, qualche persona in gamba e mandarla dove doveva essere mandata. Solo così potevano capire se avevano scelto la strada giusta o no. I familiari delle persone rapite sono sempre delle vittime. Perché il loro dolore ha bisogno di giustizia. Di sfogo e di verità. E automaticamente si fidano di tutti, mentre i professionisti che gli stanno attorno cercano uno scoop mediatico».

I sospetti sulla trasmissione russa

Intanto, mentre il circo continua il suo spettacolo del dolore, il web in ansia s’interroga a suon di post e tweet su cosa succederà nel programma russo questa sera. E nel magma di dubbi e sospetti, polemiche e attese, monta la diffidenza sulla trasmissione di Mosca, Lasciali Parlare, già rinviata di 24 ore. Su cui aleggia l’odioso sospetto che, pur conoscendo già il risultato del dna, l’equipe televisiva si stia rifiutando di comunicarlo alla famiglia di Denise. E mentre in in Italia la mamma Piera Maggio con il suo avvocato insiste per sapere in anteprima almeno la verità sul gruppo sanguigno della giovane, una telespettatrice russa su Twitter anticipa: «Sono russa, conosco questa trasmissione e come funziona. Ogni storia deve risolversi soltanto all’interno di questa trasmissione. E chiaramente ci vuole tempo».

Denise, dna a confronto: ma cosa succederà questa sera in tv?

Poi però aggiunge anche: «Ora la trasmissione farà le sue ricerche (tutti i casi, le denunce di quel tempo, le chiamate che arrivano). Poi tutte le potenziali mamme fanno il dna. E soltanto dopo ci sarà una nuova trasmissione con Olesya e tutte le “possibili mamme”. Ogni mamma racconta la sua storia. Poi inizieranno ad aprire le buste di esito di ogni mamma. Può essere anche che tutti saranno negativi. Funziona da tutta la vita così questa trasmissione. Per cui ci vuole pazienza». Ma alla povera Piera Maggio non se ne può chiedere altra ancora...

 

 

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