Conte: Renzi ha complottato contro di me. La replica: io speravo in Draghi, lui in Ciampolillo…

sabato 8 Maggio 18:04 - di Milena Desanctis
Conte

Scontro a distanza tra Conte e Renzi. L’ex premier e leader in pectore del M5S  rilegge quanto accaduto negli ultimi mesi in un colloquio con il Corriere della Sera. Nella conversazione con Francesco Verderami, Conte parte proprio dalla fine del suo governo caduto «per una convergenza oggettiva di interessi». Poi l’attacco a Renzi. «È chiaro che alcuni settori economici e politici volessero voltar pagina. Non ho elementi invece per dire se ci fossero anche degli incroci internazionali. Può essere che in questa operazione Renzi si sia prestato».

Conte su Renzi: «I sondaggi di Iv non decollavano»

E poi ancora. «Per mesi ci fu un’opera di logoramento. Ogni giorno si parlava solo di rimpasto. Si arrivò al punto che la questione venne sollevata in Parlamento dall’allora capogruppo del Pd Marcucci. Il fatto è che i partiti di maggioranza avevano scaricato su di me il problema». Conte col Corriere parla di «partiti», ma il riferimento a Zingaretti, Di Maio e Renzi è chiaro. «I partiti volevano che fossi io a cambiare i ministri. Alcuni di loro venivano presi pubblicamente di mira. Tutto questo indebolì il mio governo». Fu allora che Renzi ruppe, permettendo così la caduta del governo. A quel punto Conte va giù duro: «L’ho sempre considerato un problema. E visto che i sondaggi di Iv non decollavano, ruppe. Non so se puntasse davvero a questa soluzione della crisi: un politico non accetta facilmente di cedere il potere a un tecnico».

La replica di Renzi

La replica sarcastica di Renzi non tarda ad arrivare. «L’ex premier Conte oggi al Corriere dice: Renzi ha fatto cadere il governo per colpa dei sondaggi di Italia Viva. Eh, niente, dai, è più forte di lui. I populisti si riconoscono da questo: pensano che la politica si faccia coi like, coi sondaggi, con il piacere a tutti come se fossimo ancora al Grande Fratello», scrive Renzi su Fb.

«Invece per me chi fa politica deve occuparsi di vaccini, di posti di lavoro, di ripresa economica. E su questi temi, molto semplicemente, Draghi è meglio di Conte, Figliuolo è meglio di Arcuri, Cingolani è meglio di Costa, Cartabia è meglio di Bonafede. Nei giorni della crisi lui sperava in Ciampolillo, noi in Draghi, questa è la differenza: altro che sondaggi. Per far politica servono le idee e il coraggio, non il bisogno di piacere a tutti. Abbiamo cambiato Governo in nome della politica, non dei sondaggi».

Anzaldi: «Imbarazzante presa in giro»

Scende in campo anche il deputato di Iv, Michele Anzaldi. «Dall’intervista dell’ex premier Conte ad una firma autorevole come quella di Francesco Verderami sul Corriere emerge una totale mancanza di senso delle istituzioni dello stesso Conte, oltre ad un’imbarazzante presa in giro. Parlare di complotto, attaccare i leader dei partiti della sua ex maggioranza, compresi Zingaretti del Pd e Di Maio dei 5 Stelle, significa lanciare inaccettabili accuse contro le prerogative del Parlamento. È lo stesso Conte che si è affannato per giorni a fare campagna acquisti in Senato con i responsabili? È lo stesso Conte che ha tentato in ogni modo di ostacolare la nascita del governo Draghi?».

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