Pd, per Bettini a sinistra non c’è più posto per Renzi: «Inaccettabile il suo veto sul M5S»

giovedì 29 Aprile 12:58 - di Valerio Falerni
Bettini

In bilico tra un’oscura Sibilla (romana in questo caso) e un pedante grillo parlante, Goffredo Bettini continua a sfornare analisi e ricette sul futuro della sinistra. Lui è il capofila dei “vedovi” di Conte. È in questa veste che aveva trascinato Nicola Zingaretti sulla linea del “o Giuseppi o morte“. Praticamente un suicidio assistito. È infatti finita con Conte fuori da Palazzo Chigi e Zingaretti nel salotto della D’Urso che dire peste e corna del Pd da lui guidato fino a quel momento. Evidentemente non pago, Bettini ha messo in circolazione la tesi del complotto internazionale contro l’Avvocato del popolo. Come a dire, ad impossibilia nemo tenetur. Al netto di un diffuso smarrimento iniziale del tipo: “Ma davvero ha detto questo?”, la vicenda è stata successivamente derubricata a sciocchezza minore e lì è morta.

Così il dem Bettini al Manifesto

Ma l’uomo è tenace. Disegnare il futuro della sinistra è per lui una missione, non un hobby. Infatti è tornato a parlarne in un’intervista con il Manifesto, alla luce della maggioranza extra-large a sostegno di Draghi. «Prepariamoci al dopo», sprona lui alla luce della «condizione di emergenza» a base della coabitazione con Lega e FI. L’obiettivo è quello solito del «campo democratico» allargato al M5S: «Va conquistato città per città», avverte Bettini. Su questa strada c’è però l’ostacolo Matteo Renzi. «Dire: ci sto, ma non voglio i 5Stelle è inaccettabile», sottolinea l’esponente dem. Che si concede persino il lusso di una variazione sul tema tentando un’incursione nel campo avverso. «Ho sempre pensato che FI sia diversa dai sovranisti. Ma vedo che ogni volta che Salvini alza la voce si adeguano», osserva alquanto sconsolato.

«Noi vittime dell’egemonia liberista»

Quanto ad Enrico Letta, Bettini assicura che «sta lavorando bene». Ha riproposto, spiega, «un Pd inclusivo». Quel che invece non funziona è la sinistra dem. «È da tempo troppo silente e deve battere un colpo più forte». E questo anche perché «siamo vittime di trent’anni anni di egemonia liberista». L’obiettivo in questo caso è «riformare il capitalismo». Ne discutono tutti, osserva, compreso il mondo cattolico guidato da Papa Francesco. «Solo in Italia – conclude – questi argomenti suscitano qualche scandalo». Sul perché, direbbe Marzullo, Bettini si faccia una domanda e si dia una risposta.

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