Brescia, per le molotov al centro vaccinale arrestati due no vax. L’accusa è terrorismo

sabato 1 Maggio 10:16 - di Redazione
no vax Brescia

Due arresti per l’attacco del 3 aprile scorso contro il centro vaccinale di via Morelli a Brescia con due molotov. Stamattina i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Brescia hanno arrestato Paolo Pluda, del 1969, di Brescia, e Nicola Zanardelli, del 1970, di Monticelli Brusati (BS), gravemente indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e porto e detenzione di armi da guerra. Si sono definiti no vax.

Perquisiti anche amici dei due no vax indagati

Contestualmente, i carabinieri hanno eseguito nelle province di Brescia e Verona perquisizioni nei confronti di alcune persone rientranti nel circuito relazionale degli indagati. Ad eseguire le indagini il Dipartimento antiterrorismo della Procura di Brescia e i Carabinieri del Ros, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi e dall’aggiunto Silvio Bonfigli.

La frase di Pluda su Fb : dobbiamo usare l’arma della paura

Secondo le indagini, prima dell’attacco Pluda aveva anche postato sul profilo Facebook la frase «se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma “la paura” e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni». L’obiettivo – secondo gli investigatori – era di «bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d’incertezza del particolare momento storico, e reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento».

L’incendio poteva danneggiare in modo devastante il centro vaccinale

L’incendio alimentato dagli ordigni – non propagatosi all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite- era potenzialmente idoneo a causare danni devastanti alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino nonché altro materiale infiammabile, danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid 19. A pochi metri dal principio di incendio corrono cavi elettrici che, interessati dalle fiamme, avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo. E questo avrebbe reso inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno.

I due no vax scoperti individuando la targa del veicolo usato

Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio del Comune di Brescia, consentendo di individuare quello utilizzato dai arrestati per raggiungere l’area teatro del fatto criminoso e indirizzare le investigazioni sulle figure di Pluda e Zanardelli.

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