Sileri: «Per il coprifuoco alle 23 ancora due settimane. Tra pochi giorni il certificato vaccinale»

giovedì 22 Aprile 11:18 - di Redazione

Riaperture, coprifuoco, vaccini. Il sottosegretario alla Salute Piepaolo Sileri dai microfoni de l’Italia s’è desta fa un bilancio dei temi caldi. Che stanno mettendo in difficoltà il governo Draghi. A partire dalle polemiche roventi sul  coprifuoco confermato alle 22. Che ha scatenato le ire dei ristoratori. Già messi a dura prova da quasi un anno di chiusure e mancati incassi.

Sileri: per protrarre il coprifuoco aspettiamo due settimane

“Il coprifuoco alle 22 permette maggiori controlli del rispetto delle regole. Dobbiamo guardare anche ciò che è accaduto in altri Paesi. Con l’aumento dei contagi tra la popolazione che è più attiva e più circolante”, spiega Sileri. Che poi si precipita a rassicurare che entro 15 giorni si potrebbero allentare le maglie. E magari protrarre il coprifuoco alle 23.

“L’importante è non richiudere. Indietro non si torna”

“I numeri ci consentono di riaprire qualcosa. Ma non tutto. Bisogna aspettare di consolidare il miglioramento dei dati prima. Bisogna monitorare la progressione della vaccinazione, l’impegno del Ssn sui posti letto occupati e il calo dei decessi”. È auspicabile – ha detto il sottosegretario – che ciò che viene deciso oggi possa essere rivisto tra qualche settimana in base all’andamento dei numeri. Poi l’impegno a proseguire verso la normalità. “L’importante è non richiudere e non richiuderemo. Grazie alla progressione della vaccinazione, niente più passi indietro. Ecco perché il coprifuoco resta alle 22. E magari a qualche settimana da oggi questo potrà essere rivisto in senso meno restrittivo”.

Il certificato vaccinale sarà attivo tra pochi giorni

Buone notizie sulla certificazione vaccinale. “Siamo in anticipo rispetto agli altri paesi Ue. Diventerà una realtà tra pochi giorni”. Il certificato verde (green pass) avrà validità di 6 mesi. E sarà rilasciato in formato cartaceo o digitale su richiesta dell’interessato dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione. La stessa struttura che effettua l’immunizzazione inserirà la certificazione nel fascicolo sanitario elettronico”.

Che cosa certifica? Il risultato di test rapidi dell’antigene o tamponi molecolari. E il certificato della guarigione da Covid. “Così – ha spiegato Sileri – si può esercitare la libera circolazione di chi è immunizzato. Chi ha avuto la malattia e di soggetti che non abbiano potuto o voluto ancora vaccinarsi. Non deve essere discriminatorio e garantire lo stesso trattamento a livello europeo. Il ministero della Salute dovrà coordinare e acquisire i dati con l’anagrafe vaccinale”.

Lo Sputnik è ancora da valutare per il green pass

Il vaccino Sputnik sarà valido per il ‘green pass’? “La certificazione verde viene rilasciata in base al diritto vigente negli Stati membri dell’Ue”, ha spiegato Sileri. “Dovranno essere valutate le certificazioni rilasciate da uno Stato terzo. In questo momento lo Sputnik non è riconosciuto dall’Ema. Si potrà riconoscere la certificazione verde con la valutazione del medico competente dell’assetto immunologico di chi ha fatto quel determinato vaccino”.

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