Coprifuoco confermato alle 22, duro scontro in Cdm: la Lega si astiene e Draghi si “irrita”

mercoledì 21 Aprile 19:59 - di Alberto Consoli
Coprifuoco Draghi

In Cdm c’è stato un duro scontro. A far scoppiare la miccia, la decisione del premier Mario Draghi di non spostare il coprifuoco alle 23, ma di confermarlo alle 22. Invano era giunto l‘avvertimento di Giorgia Meloni, unica voce di opposizione a revocarlo del tutto. Non solo. Fonti presenti alla riunione sostengono che il presidente del Consiglio, prima dell’inizio del Cdm avviato con un’ora di ritardo, avrebbe espresso irritazione per l’affondo della Lega sul coprifuoco; mentre le decisioni sulle riaperture erano state prese in una cabina di regia dove era presente anche il partito guidato da Matteo Salvini.

Cdm: scontro sul coprifuoco, Draghi irritato con la Lega

Il Consiglio dei ministri è terminato dopo appena tre quarti d’ora. Coprifuoco, restrizioni per i locali al chiuso, aperture troppo posticipate e confuse per palestre e piscine: per questo la Lega non è convinta del decreto. E’ quanto trapela da fonti del partito di Matteo Salvini, al termine del Cdm. Ci sarebbe stata una telefonata secondo i retroscena: “Presidente, noi abbiamo fiducia in te”, ”ma non possiamo votare questo decreto”, avrebbe  detto Matteo Salvini al premier Mario Draghi nel corso di una telefonata a quanto si apprende da fonti vicine al numero uno di via Bellerio.

Le Regioni chiedono a Draghi ulteriori modifiche

Consentire, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, i servizi di ristorazione sia al chiuso che all’aperto. Senza distinzione di trattamento in base agli orari di somministrazione. E prorogare il coprifuoco dalle 22 alle 23: sono due delle ulteriori modifiche alla bozza del decreto sulle riaperture che, secondo quanto apprende l’Adnkronos, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha trasmesso  alla ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e al ministro della Salute Roberto Speranza.

Le Regioni hanno chiesto inoltre la ripresa delle attività individuali in palestra al chiuso e nelle piscine all’aperto, già a partire dal 26 aprile;  la riapertura del settori wedding e l’avvio anticipato, rispetto a quanto disposto in bozza, dei mercati e l’uniformazione delle date di riapertura degli spettacoli all’aperto e degli eventi sportivi all’aperto.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica