Sfregiato per avere difeso una ragazza. Tutta l’Italia solidale con il rider Michele Dal Forno

venerdì 23 Aprile 19:25 - di Francesco Severini
rider Michele Dal Forno

Michele Dal Forno, il rider aggredito a Verona da un albanese minorenne che gli ha sferrato una coltellata al volto, dice di non sentirsi un eroe. Ma così lo considera l’Italia che sta esprimendo solidarietà al ragazzo, colpevole solo di voler aiutare una ragazza in difficoltà. Michele è diventato il simbolo del coraggio. Il coraggio di non voltarsi dall’altra parte. 

Raccolta fondi per il rider Michele Dal Forno: si è arrivati a 70mila euro

In 24 ore la raccolta fondi per la chirurgia plastica che dovrà cercare di eliminare quello sfregio che ora gli deturpa il viso ha raggiunto la somma di 70 mila euro. A lanciarla il proprietario della pizzeria dove Michele lavora come fattorino. Anche Matteo Salvini ha invitato i suoi followers a partecipare alla raccolta.

La ragazza racconta: l’aggressore era un mio ex compagno di scuola

La ragazza che Michele voleva aiutare è dispiaciuta e spaventata. Così il Corriere riporta le sue dichiarazioni: «Il ragazzo che ha dato la coltellata era stato un mio compagno di scuola e avevo deciso di troncare ogni rapporto. Quando si è avvicinato al fattorino, che conoscevo di vista, ho detto a tutti di lasciar perdere. Poi è partito il colpo: credevo gli avesse dato un pugno e invece c’era tutto quel sangue che usciva dal viso…».

La ragazza aveva cercato di allontanare l’aggressore

Restano alcuni dettagli da ricostruire – continua il Corriere – lo scorso anno l’aggressore si era rifatto vivo con l’ex compagna di scuola; subito i genitori si erano preoccupati, intuendone la pericolosità, e avevano fatto partire una segnalazione. A quel punto era di nuovo sparito. Fino a sabato, quando con l’amico si è presentato di fronte a lei, non è chiaro con quali intenzioni. Di certo, però, in tasca nascondeva il coltello. «Mia figlia è sotto choc — racconta la mamma — trascorre le giornate a letto, non va a scuola, ha smesso anche di mangiare. Siamo molto preoccupati, cerchiamo di starle vicino…».

 

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