Pedrizzi: “Fermare la legge della Regione Lazio che ammazzerebbe i giochi e le scommesse legali”

lunedì 26 Aprile 12:24 - di Marta Lima

“Va subito fermata l’entrata in vigore, fissata per il prossimo 28 agosto, della modifica alla legge regionale 5 del 2013, che introduce anche retroattivamente per le sale giochi e le sale scommesse che già operano sul territorio, l’obbligo di spostarsi se si trovano a meno di 500 metri da un luogo ritenuto sensibile. Con questa norma sarebbe praticamente impossibile per qualsiasi sala di giochi legali restare aperta. Con le mafie pronte a brindare”. Ad affermarlo in una nota è Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, che si rivolge direttamente al presidente Zingaretti.

La manifestazione del 29 aprile alla Regione Lazio

Il 29 aprile prossimo alle 15 è stata organizzata una manifestazione dinanzi al palazzo della Giunta della Regione Lazio all’insegna di ‘Non lasciate il Lazio alle mafie’, promossa dai lavoratori e dalle lavoratrici del gioco pubblico legale, per protestare contro la decisione del Consiglio regionale del Lazio di anticipare una normativa espulsiva del gioco pubblico.

“Come – sottolinea Pedrizzi – è sotto gli occhi di tutti, nella regione Lazio, dall’inizio della pandemia, migliaia di attività economiche sono entrate in crisi: dalle piccole aziende, alle realtà commerciali, ai ristoranti, alle palestre, alle altre attività aperte al pubblico. Si tratta di migliaia di imprese che hanno dovuto chiudere per l’emergenza sanitaria e che forse non riapriranno mai più. Per acquisire queste attività in difficoltà, la criminalità più o meno organizzata sta riversando nelle nostre città, in ogni quartiere, in ogni strada di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, un fiume di denaro sporco”.

La mafia approfitta dei divieti imposti per i giochi legali

Del resto, prosegue Pedrizzi, “anche e soprattutto in questo periodo di pandemia Covid 19, con l’alternanza di chiusure ed aperture ad intermittenza, e, spesso, senza preavviso e senza una strategia complessiva, si conferma quanto tutti gli studi, le ricerche e gli esperti ‘seri’ del settore hanno sempre affermato e sostenuto e cioè che in assenza di un’ampia offerta di gioco lecito, il pubblico si orienta automaticamente, per ‘il principio di sostituzione’, verso l’offerta illecita, gestita sempre dalla criminalità, spesso facente capo a mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unita”.

Secondo le analisi operate dalla Guardia di Finanza e dalla Direzione Investigativa Antimafia sulle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) si è evidenziato un significativo incremento, rispetto al 2019, del flusso di segnalazioni pervenute all’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) durante il periodo pandemico.

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