Maschi e femmine non esistono più. Se non ti inchini alla teoria gender non puoi insegnare

mercoledì 28 Aprile 16:13 - di Francesco Severini
gender

Era il 1998, più di venti anni fa, quando Gianfranco Fini, all’epoca leader di An, disse che secondo lui un maestro dichiaratamente omosessuale non poteva stare in cattedra. Seguì colossale dibattito, con finale scontato: tutti contro Fini. Ma quelli erano solo piccoli belati del politicamente corretto rispetto a ciò che accade oggi.

La dittatura del gender: non si può più dire che esistono maschi e femmine

Oggi quell’assioma si è ribaltato: non puoi insegnare se dici che secondo te esistono ancora gli uomini e le donne. Ciò che sembrava comune buon senso dev’essere soppiantato dalla predicazione gender: si è quello che uno pensa di essere, oltre il dato biologico, oltre il sesso, e anche oltre l’orientamento sessuale. Esemplare in tal senso la giovane cantante Madame che afferma di sentirsi un giorno femmina e un giorno uomo. Maschi e femmine assorbiti dalla fluidità. Questa è la nuova realtà che si impone.

Il caso della docente Usa Donna Hughes

Se capita di mettere in discussione il nuovo dogma può accadere ciò che sta accadendo a Donna Hughes, famosa docente di Gender Studies all’Università di Rhode Island, negli Stati Uniti. “La professoressa Hughes – dice il suo avvocato – è diventata l’obiettivo di una campagna coordinata da parte di persone che sollecitano gli studenti a presentare reclami contro di lei all’università e, nelle parole di un utente di Twitter, ad ‘abbatterla’ “. “Il movimento dell’identità di genere – osserva la Hughes – sta cancellando la libertà di parola e accademica di chiunque non sia in linea, si opponga apertamente o si appelli al diritto a dibattere”.

Selina Todd a Oxford deve insegnare con le guardie del corpo

Non va meglio in Inghilterra. Selina Todd, professoressa di Storia moderna all’Università di Oxford deve fare lezione con gli addetti alla sicurezza, come rivela al magazine inglese Spiked. “Sono tornata a insegnare a Oxford nel 2017 – racconta – dopo un paio d’anni di assenza per la ricerca. Sono rimasta colpita da quanto fosse cambiata la cultura, da quanto fosse diventata più intollerante e dal grado di limitazione della libertà. Ho espresso la mia inquietudine sui social. Reclami sono stati presentati dal personale e dagli studenti del mio istituto. Dicevano che non avrei dovuto insegnare agli studenti, perché li avrei danneggiati con le mie opinioni. Ci sono state campagne sui social contro di me. Sono stata esclusa da associazioni professionali di cui facevo parte da molto tempo”.

Un anno fa – racconta Giulio Meotti nella sua newsletter – Selina Todd è stata invitata a parlare alla Giornata internazionale della donna. “Meno di 24 ore prima che iniziasse, gli organizzatori mi hanno chiesto di dimettermi, perché avevano ricevuto lamentele da altri partecipanti e studenti. Ho rifiutato e mi hanno cacciato”. Poi la storica di Oxford rivela: “Mi è stata assegna una sicurezza durante le lezioni. Sono state fatte minacce e pensavano che fossero abbastanza serie da fornirmi delle guardie del corpo che mi accompagnassero alle lezioni. E’ spaventoso”.

 

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