Dad, 6 studenti su 10 bocciano le lezioni online. Poca motivazione, problemi di rete e prof incapaci

martedì 27 Aprile 12:58 - di Redazione

Gli studenti bocciano la didattica a distanza. Dopo un anno dall’avvio forzato della Dad, entrata ormai nel lessico comune, la sentenza dei ragazzi non lascia dubbi. Sono tanti i fattori che portano la maggioranza degli studenti, oltre il 60%, a dare un giudizio negativo.

Il 60 per cento degli studenti boccia la Dad

Appena 1 alunno su 10 promuove la preparazione tecnologica dei docenti. Solo per la metà hanno saputo organizzare lezioni stimolanti. Anche la casa, però, nasconde delle insidie. Così l’attenzione e il rendimento crollano. Per non parlare dei ‘danni’ psicologici. L’indagine condotta dal portale Skuola.net con l’Associazione Nazionale Di.Te. fa emergere la bocciatura della Dad da parte del 62% dei 10mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni.

Il sondaggio di Skuola.net

Un giudizio che, dopo oltre un anno di lezioni online, è quasi definitivo. Le cause vanno rintracciate in un mix di fattori. E su cui sarà necessario riflettere alla riapertura definitiva degli istituti. La Dad non convince soprattutto perché gli studenti sembrano aver perso la motivazione a seguire le lezioni. Complici anche docenti che non sono riusciti a organizzare lezioni stimolanti. Lo dice quasi la metà degli intervistati (48,6%). Un aspetto che ha provocato un calo del rendimento rispetto a quello in presenza, percepito come “nettamente” o “leggermente” peggiorato dal 28,7% degli studenti.

Distrazione, problemi di connessione e prof incapaci

Ma forse la ‘bocciatura’ della Dad è anche il frutto delle tante distrazioni. Che, stando lontani da occhi indiscreti, tanti ragazzi si sono concessi autonomamente. Specialmente attraverso gli strumenti di messaging. A peggiorare la concentrazioni anche le condizioni logistiche. Il 58% dei ragazzi dice di non essere riuscito a seguire le lezioni  perché distratti da altre persone presenti in casa. Tante le interruzioni dovute ai problemi di connessione. Ci si è imbattuto più di una volta il 36,8% del campione.  “Spesso” o “sempre” il 32,3%. I docenti fanno la loro parte. Solo 9 studenti su 100 ritiene che i prof sappiano davvero fare lezione in Dad.

Gli esperti: il malessere dei giovani è evidente

Questi sono solo alcuni dei riflessi di un disagio che si protrae da lungo tempo. Lo spiega Giuseppe Lavenia, psicologo e presidente dell’Associazione Di.Te.  “Il malessere dei giovani è percepibile. Ed è più che urgente intervenire quanto prima per contenerlo. Arginarlo occupandoci della loro salute mentale. “Oltre a non avere avuto occasioni sociali”, osserva l’esperto, “hanno perso anche molte delle loro valvole di sfogo, tra cui lo sport”, Più della metà degli intervistati non ha fatto nessuna attività fisica”.

Senza supporti si rischia il boom di abbandono scolastico

L’assenza di socialità è il dato più preoccupante. Perché la scuola in presenza è anche un luogo dove si  impara a interagire con gli altri. Il 53%  dei ragazzi racconta di non avere mai avuto spazi di condivisione emotiva. “Questo aspetto – continua lo spicologo – non potrà che essere un problema per il ritorno in presenza. “Molti ragazzi vittime di cyberbullismo in Dad avranno difficoltà a tornare sui banchi. Se non interveniamo con un percorso di supporto studiati ad hoc per le scuole, assisteremo a un aumento dell’abbandono scolastico”.

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