Bassetti perde la pazienza appena sente il nome di Antonella Viola: «Non ci si improvvisa esperti»

mercoledì 3 Febbraio 12:08 - di Milena Desanctis
Bassetti

Matteo Bassetti ha perso la pazienza in diretta su La7 quando Tiziana Panella, conduttrice di Tagadà, gli ha nominato Antonella Viola. Quest’ultima era stata ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo. Durante la  trasmissione aveva manifestato dei dubbi sul vaccino di AstraZeneca. «Io intanto credo che non ci si può improvvisare esperti nell’ambito dei vaccini», ha attaccato l’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova. «Io guardo sempre al bicchiere mezzo pieno – ha aggiunto – il vaccino è in grado di non far venire la polmonite? E allora a me va bene. Se poi mi fa venire una forma di simil raffreddore ma che me la faccia pure venire, l’importante è che non ci siano persone che vanno in terapia intensiva e che muoiono». (Guarda video di Tagadà)

Bassetti: «Cosa vuoi che freghi se qualcuno è a casa col raffreddore?»

«Questo è l’obiettivo della vaccinazione di massa», ha sottolineato Bassetti, che poi ha ribadito ulteriormente il concetto in contrapposizione a quello espresso dalla dottoressa Viola: «A me se anche circola il virus e se anche qualcuno si fa la forma lieve non importa, io ho bisogno di evitare che la gente faccia la forma grave. Ai medici sul campo, a chi è in corsia tutti i giorni e vede migliaia di pazienti con la polmonite, cosa vuoi che freghi se qualcuno è a casa con il raffreddore? Che se lo tenga».

Viola: «Rinuncerei al vaccino AstraZeneca»

Antonella Viola, dal canto suo, intervistata dal Fatto Quotidiano ha ribadito il concetto: «Rinuncerei del tutto al vaccino di AstraZeneca». Quindi consiglierebbe a Unione europea e governo italiano di cancellare AstraZeneca dal programma? «Hanno avuto una comunicazione non corretta con annunci non supportati dai fatti – risponde l’immunologa – hanno commesso errori nei trial clinici, hanno prodotto un siero con efficacia limitata, non hanno presentato dati sufficienti per le persone con più di 55 anni. Mentre gli altri, Pfizer Biontech e Moderna su tutti, hanno lavorato bene. In questo momento abbiamo due vaccini che sono vicini a un’efficacia del 95%, che possono essere rimodulati in breve tempo rispetto alle varianti del coronavirus SarsCov2, bisogna puntare su quelli».

«Punterei sul russo Sputnik»

«Senza fretta, senza correre, perché non è il contatore dei vaccinati ad essere importante ma la possibilità di raggiungere l’immunità di gregge nel più breve tempo possibile. E AstraZeneca questo obiettivo lo mette a rischio con la sua bassa efficacia, 60%. Se proprio si devono introdurre altri vaccini perché non può esserci una produzione sufficiente di Pfizer e Moderna allora punterei sul russo Sputnik – avverte Viola – e quando sarà approvato sull’altro americano, Johnson&Johnson, che ha un’efficacia sopra il 70% sul SarsCov2 non mutato. Ma ha il vantaggio di essere monodose almeno. Così potremmo raggiungere l’immunità di gregge entro la fine del 2021».

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