Lombardia zona rossa fino al 31 gennaio. La Regione annuncia il ricorso al Tar: decidono su dati vecchi

sabato 16 Gennaio 20:48 - di Alessandra Danieli

Oltraggio. Torto. Decisione politica. Fa discutere e insorgere gli amministratori la decisione di collocare la Lombardia in zona rossa. La conferma è arrivata dal ministro Speranza che ha firmato l’ordinanza. La Regione guidata da Attilio Fontana è in chiusura totale da domani al 31 dicembre. Ma il Pirellone ha già annunciato che lunedì presenterà  ricorso al Tar.

La Lombardia zona rossa fino al 31 dicembre

Letizia Moratti, neovicepresidente della Regione, non ci sta. E invita il ministro della Salute Speranza a sospendere con effetto immediato l’ordinanza. Vista l’incertezza dei dati non aggiornati alla base della decisione non legittima del provvedimento. “Inoltre, chiedo al Ministro Speranza – spiega Moratti – la revisione dei criteri da parte dei tecnici ministeriali. In quanto ci sono ben altre regioni con rischi superiori a quelli della Lombardia non collocate in zona rossa.”

La Regione annuncia ricorso al Tar

La situazione dei posti letti è stabile. Nessun escalation. Lo spiega Antonio Pesenti, coordinatore delle terapie intensive nell’Unità di crisi  per l’emergenza Covid. ‘Da una settimana bilancio letti occupati balla di 3 o 4.  Vuol dire che c’è un sostanziale equilibrio”.

I numeri dell’ultimo aggiornamento quotidiano diffuso oggi da Palazzo Lombardia confermano la descrizione dello specialista. I ricoverati nei reparti di terapia intensiva della regione sono 454, 12 in meno rispetto a ieri. ” E’ più di una settimana che i numeri dei letti occupati ballano di 3-4. In questo momento non è in corso un’attività di apertura di nuovi posti letto Covid. Noi siamo pronti, abbiamo piani per ogni evenienza da far scattare. Ma al momento non attiviamo né togliamo posti letto“.

De Corato: è assurdo. Una decisione presa su dati vecchi

Per Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza, è ridicolo bloccare tutto. “Nell’ultima settimana abbiamo l’Rt sotto l’1. Il provvedimento del governo fa riferimento all’Rt tra l’ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio. Colpire in maniera così pesante la regione più produttiva d’Italia con questo lockdown che inizia domani è una vergogna. Un oltraggio”.

“Non si può bloccare il cuore produttivo del Paese”

“Ci troviamo di fronte a provvedimenti presi su dati vecchi”, continua De Corato. “La Lombardia ha pagato un prezzo altissimo rispetto alle altre Regioni da tutti i punti di vista. E anche da quello produttivo. Confcommercio e Assolombarda lo hanno denunciato. Le attività produttive sono ferme nel cuore economico del Paese. Non si possono bloccare la Lombardia e Milano. In base a dati vecchi, è ridicolo, è uno sgarbo”.

Confcommercio: mancano metodo e programmazione

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio , lamenta l’assenza di metodo del governo e del ministero. “E’ una decisione radicale che non ci permettiamo di contestare dal punto di vista scientifico. Ma da quello del metodo e della programmazione. La continua produzione normativa, con le conseguenti variazioni di colori e chiusure, impedisce alle imprese di pianificare la loro attività. E di investire anche nel breve periodo. Questo significa, con una pandemia ancora pienamente attiva, ipotecare il futuro di interi settori imprenditoriali ed escludere qualunque ipotesi di ripresa economica“.

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