Il danno e la beffa: marocchino positivo al Covid “evade” dalla quarantena per andare a rubare

martedì 12 Gennaio 12:55 - di Martino Della Costa
marocchino positivo va a rubare

Il danno e la beffa: un marocchino 31enne positivo al Covid esce di casa per andare a rubare. Praticamente, non solo se ne è infischiato della quarantena che era tenuto a rispettare in quanto contagiato dal virus. Ma è “evaso” dall’isolamento a cui era costretto per andare a saccheggiare un negozio d’abbigliamento all’interno del centro commerciale Leonardo di Imola.

Marocchino positivo al Covid evade dalla quarantena per andare a rubare

I carabinieri di Imola, nel Bolognese, hanno denunciato un 31enne marocchino che, sottoposto all’isolamento fiduciario per la sua accertata positività al Covid-19, era uscito da casa per andare a rubare in un negozio di abbigliamento al centro commerciale Leonardo. Grazie a una certa destrezza, il personale addetto alle vendite ha beccato il marocchino in flagrante, riuscendo a dare tempestivamente l’allarme ai carabinieri. I militari, poi, chiamati dai commessi del negozio preso di mira dallo straniero, hanno potuto recuperare la refurtiva, del valore di circa 400 euro. Una volta restituita al legittimo proprietario e terminate le procedure del caso, le forze dell’ordine hanno riaccompagnato a casa il 31enne marocchino. Dove, ci si augura, dovrebbe continuare a dare seguito al provvedimento sanitario che gli era stato imposto.

Anche la consumazione al banco costa cara: bar chiusi e multe ai clienti

E se al commerciante in questione è stato evitato un danno di 400 euro, il caffè al banco in altri due piccoli centri della zona è costato caro agli esercenti dei locali. E ai loro clienti. Sempre nel Bolognese, allora, ad Alto Reno Terme e Budrio, i carabinieri delle stazioni del posto hanno provveduto a chiudere due bar per cinque giorni perché i titolari stavano somministrando alimenti e bevande ai presenti. I quali avevano preferito la consumazione sul posto all’asporto, per «ripararsi dal freddo». Una consumazione che è costata cara anche agli avventori, dunque, sanzionati per 400 euro a testa.

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