I Cinquestelle contro Renzi: «È il bugiardo di Firenze». E iniziano a stancarsi anche di Conte

giovedì 17 Dicembre 9:16 - di Franco Bianchini
Cinquestelle

Superato lo scoglio della risoluzione sul Mes, le tensioni nella maggioranza non si sono ancora appianate. E lo spettro della crisi continua ad aleggiare. Tra i Cinquestelle cresce l’insofferenza verso Matteo Renzi, un tempo acerrimo “nemico” e oggi scomodo alleato. L’oggetto del contendere è sempre l’ipotesi di un’adesione italiana al Mes. Renzi ha alzato la posta chiedendo al presidente del Consiglio di dire sì. «Questi 36 miliardi sono bloccati con un no ideologico dei Cinquestelle e di Conte. A me sembra una follia».

I Cinquestelle all’attacco di Renzi

I pentastellati vanno all’attacco dell’ex sindaco di Firenze. Lo accusano di aver tagliato 16 miliardi alla Sanità quando era al governo. «Troviamo sconcertante dover ricordare a chi ci accusa di non voler attivare il Mes, che le difficoltà del nostro Servizio sanitario nazionale sono dovute proprio ai tagli e ai definanziamenti perpetrati negli anni». La replica: «Bugie per privare il nostro Paese dei 36 miliardi di euro del Mes. Già pronti e disponibili», dice il renziano Luciano Nobili.

«Il bugiardo di Firenze»

Ma è soprattutto in alcune chat interne, visionate dall’Adnkronos, che trova sfogo il malumore verso l’atteggiamento di Iv. «Bisogna spiegare a Renzi che non siamo ideologici come vuole farci passare. E dire perché siamo contrari al Mes nel merito, magari avanzando una controproposta. Una intervista di 18 minuti non è efficace quanto 30 secondi del bugiardo di Firenze rilanciati ovunque», attacca un parlamentare grillino rispolverando gli slogan di un tempo. Ma in queste ore, nei conciliaboli M5S di Senato e Camera, si registrano critiche alla governance ipotizzata dal presidente del Consiglio Conte per la gestione delle enormi risorse che arriveranno grazie al Recovery Fund.

Nessuno sconto a Conte

«La megastruttura», ragiona un esponente che fa parte dell’esecutivo dei Cinquestelle, «esautora l’attività politica dei ministeri». «Non c’è una sfiducia da parte nostra», gli fa eco un parlamentare alla seconda legislatura. «Ma non si può pensare di creare una struttura ombra. Ci vuole più ascolto, il Parlamento va coinvolto». Parole che ricordano proprio le rivendicazioni avanzate da Italia Viva in questi giorni.

I Cinquestelle e il rimpasto

Per quanto riguarda il capitolo rimpasto, i Cinquestelle continuano a opporre un secco no a eventuali ritocchi della squadra di governo. Ma all’interno del Movimento c’è la consapevolezza che prima o poi, superata la legge di bilancio e il periodo natalizio, un rimescolamento delle caselle sarà inevitabile anche a livello di sotto-governo. In tal senso, quelle di Mef e Mise vengono considerate dal Movimento caselle delicate che potrebbero far gola ai partner della maggioranza.

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