Ladro rom con un patrimonio stellare rubava fingendosi carabiniere: come è stato incastrato

giovedì 1 Ottobre 12:57 - di Gabriele Alberti
rom

Era il capobanda di un gruppo di rapinatori di etnia sinti, si travestiva da carabiniere per truffare le vittime, ma c’è un particolare bizzarro: era ricchissimo. Di solito era lui a spacciarsi per carabiniere, ma questa volta, ironia della sorte, è stato incastrato dagli uomini dell’Arma.I carabinieri del comando provinciale di Pavia hanno arrestato infatti a Milano il  pregiudicato e già condannato in via definitiva per reati plurimi commessi tra il 1982 e il 2015.

Rapine in villa

Dal Giornale, che ne ha dato notizia,  veniamo a sapere delle reiterate rapine in villa perpetrate proprio presentandosi in divisa e suonando il campanello. C’è stato un periodo particolarmente funestato da furti nelle residenze isolate. Il pregiudicato, 58enne piemontese nomade e nullatenente, pur sottoposto già alla sorveglianza speciale della polizia (confermata dalla Corte d’appello di Torino), “era riuscito ad accumulare un patrimonio di svariati milioni di euro, tra cui dodici immobili e diversi terreni nelle provincie di Asti, Alessandria, Savona e Pavia”. Era la mente della banda.

Banda di rom truffava gli anziani

Uno strano caso di un ladro più ricco delle sue prede: era quel che si definisce un grande patrimonio. Il personale della Direzione investigativa antimafia di Milano e i carabinieri del comando provinciale di Pavia  hanno dato corso al sequestrato dei beni immobili che non erano giustificati dal reddito dichiarato:  valore complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro.  Proprio l’incongruenza con il reddito dichiarato  ha innescato  la ricostruzione della biografia criminale del “super ladro”. Un “Paperone”. Il 58enne rom è risultato proprietario, direttamente o attraverso la fittizia intestazione a propri congiunti, di numerosi immobili. Tutti beni che, secondo fonti investigative, sarebbero frutto di decine di furti e rapine messi a segno tra il 2015 e il 2016.

82 reati tra il 1982 e il 2015

La banda di rapinatori sinti aveva un copione collaudato ad arte per truffare gli anziani e svaligiarne le case. Avevano divise,  tesserini falsi e mentre uno dei finti agenti intratteneva i padroni di casa, gli altri facevano razzia di tutti beni tra cui preziosi, orologi di pregio, gioielli, auto e computer per migliaia di euro. Poi se ne andavano dicendo che non c’era nulla di anomalo. Così facendo sono andati avanti per anni: 82 reati tra furti, rapine in abitazione nelle province di Pavia, Lodi, Bergamo, Cremona, Piacenza, Brescia e Milano.

Commenti

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  • lamberto 2 Ottobre 2020

    MA I BENI ACCUMULATI DA QUESTA BRAVA PERSONCINA VOGLIO SPERARE SIANO STATI MESSI, ALLA VELOCITA’ DELLA LUCE, SOTTO SEQUESTRO DA PARTE DEI MAGISTRATI….PER POI VENDERE ALL’ASTA E RISARCIRE ALMENO IN PARTE I MAL CAPITATI! OPPURE LA SOLITA GIUSTIZIA ALLA PALAMARA?? AH SCUSATEMI PALAMARA e COMPANY (NON E’ SOLO, MA IN NUMEROSA MALACOMPAGNIA)

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