Gregoretti, il Gup sentirà mezzo governo. Il processo a Salvini finisce prima di cominciare

3 Ott 2020 16:40 - di Francesca De Ambra
Salvini

Lasciamo stare i sospetti sulla giustizia politicizzata. Saltiamo a piè pari gli ultimi vent’anni di sentenze ad orologeria che un centrodestra meno timido avrebbe senz’altro preteso di illuminare attraverso un’inchiesta parlamentare. E archiviamo pure le indegne parole di Luca Palamara captate dal trojan Salvini ragione, ma adesso bisogna attaccarlo»). Facciamo infine finta che i magistrati avanzino in carriera solo per merito e non soprattutto grazie a spinte e a riconoscimentipolitici“, spesso arrivati sull’onda di indagini con imputati eccellenti. Togliamo tutto, ma lo stesso si rabbrividisce a leggere i lanci di agenzie dell’udienza preliminare di Catania sul caso-Gregoretti, dove Salvini risponde di sequestro aggravato di persona.

Il 20/11 deporranno Conte e Toninelli. Di Maio e Lamorgese il 4/12

Parliamo di un procedimento penale intentato dal Tribunale dei ministri, nonostante la richiesta di archiviazione da parte dei pm, e autorizzato dalla maggioranza di governo al Senato. In questa prima seduta, il giudice per l’udienza preliminare (gup) ha deciso, su richiesta della difesa, di ascoltare come persone informate dei fatti il premier Conte, l’ex ministro Toninelli, il ministro degli Esteri Di Maio e quello dell’Interno, Lamorgese. I primi due deporranno il prossimo 20 novembre, gli altri il 4 dicembre successivo. Diranno che dormivano mentre Salvini teneva bloccati i migranti sulla nave? O finiranno anch’essi alla sbarra, specie Conte e Toninelli, quali concorrenti nel reato?

Salvini si aggiudica il primo round

Ma il tema è un altro. Se l’accusa non accusa e il Gup vuole vederci chiaro, sulla base di quali elementi il Tribunale dei ministri ha chiesto al Senato l’autorizzazione a procedere contro Salvini? E se i legali dell’imputato ritengono decisive le testimonianze degli ex-colleghi di governo del loro assistito, con quale e quanta serenità d’animo costoro ne hanno votato l’incriminazione? E ancora: perché il Tribunale dei ministri non ha ritenuto di dover acquisire tali testimonianze prima e non dopo il voto del Senato? È fatale, di fronte a tali interrogativi, che si insinui  e si consolidi il sospetto dell’ordito politico-giudiziario in danno di un (ex) ministro. Che a considerarlo avversario siano i politici dello schieramento a lui opposto, è normale. Che lo sia anche per coloro che vestivano alla Palamara, è eversione.

 

 

Commenti

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  • lamberto 5 Ottobre 2020

    Ma che ci azzecca l’interrogatorio della Lamorgese, lei al governo non c’era e quindi non poteva essere informata dei fatti. Da un lato è anche vero che potrebbe testimoniare su come oggi, essendo ancora in vigore i decreti Salvini sull’immigrazione come si procede sui benestare agli approdi delle ONG nei porti Italiani e soprattutto se questi benestare sono concessi dopo il rispetto degli accordi sulla redistribuzione.
    Ci sarà da ridere per i primi primo ministro e Toninelli, Di Maio e strano non sia sentito anche l’ex ministro Tria che più di una volta in interviste su televisioni varie ha riferito che il governo sapeva. Ovviamente c’è da ridere per modo di dire, perché la situazione è paradossale in aggiunta ad una Magistratura alla Palamara, di cui il popolo italiano non ha assolutamente più fiducia perché manca dei presupposti che una giustizia deve essere giusta!!!

    • Fabio Roscani 5 Ottobre 2020

      Giusto, come già dichiarato da eminenti esponenti del primo governo Conte, le scelte vennero condivise dal Consiglio dei Ministri. Le responsabilità non possono ricadere esclusivamente su Salvini.

  • Francesco Ciccarelli 4 Ottobre 2020

    Tutta la faccenda è eversiva: un Ministro viene indagato per aver agito nell’interesse dello Stato.

  • WALTER CARLETTI 4 Ottobre 2020

    meno male che la stragrande parte della nostra Magistratura è sana, purtroppo in particolari uffici molto delicati ci sono magistrati politicizzati che rispondono non alla giustizia ma ai padrini che lì li hanno promossi, aiutati, collocati non per meriti ma per servaggio. Una riforma autocefala non glie la faranno mai fare. Bisognerebbe intervenire con la politica x riformare dalle fondamenta il codice civile,quello penale, i distretti giudiziari, la carriera dei magistrati, la tutela della loro indipendenza, ma con l’obbligo dei procuratori di dare precedenza a determinati reati, di anno in anno e separare le carriere fra giudicante e requirente e carcere cautelare solo per determinati reati gravi.

  • M. Luisa Gregori 4 Ottobre 2020

    Indegno di una Nazione che si dichiara DEMOCRATICA! Siamo peggio del Venezuela, incredibile e vergognoso.

  • Filippo 4 Ottobre 2020

    Questo processo potrebbe rivelare chi è l’artefice delle importanti decisioni italiane.
    Contrariamente a quanto afferma l’art.1 dell nostra Costituzioine, non siamo un popolo sovrano.

  • Cosimo 4 Ottobre 2020

    L’articolo che avete scritto corrisponde alla più sacrosanta verità. Andate avanti, che la destra Italiana faccia sentire le vere ragioni del complotto politico in atto . AUGURI A SALVINI E forza alla destra,salvaguardia della nostra bella ITALIA. UN CARO SALUTO A GIORGIA.

  • Cervohold 4 Ottobre 2020

    Il quesito vero rimane sempre quello: si può riformare un tumore ? o lo si estirpa o ti porta alla fossa.
    L’utilizzo e la commistione tra Magistratura militante e politica sporca per eliminare gli avversari è il tumore che da anni condiziona e distrugge l’Italia, non è solo eversione, ma super potere di conventicole ideologizzate pericolosissime, gestite da bande di “presunti illuminati” degne delle peggiori dittature che vogliono piegare il popolo ai loro voleri.