Sardine, delirante lettura del voto: perdono tutti tranne attivisti loro e del Pd. Ma che film hanno visto?

martedì 22 Settembre 19:34 - di Prisca Righetti
sardine delirante lettura sul voto foto Ansa

La lettura del voto alle regionali per le sardine è a senso unico: hanno vinto attivisti, sardine, militanti del Pd e i cittadini che in mesi difficili hanno scelto di esserci. Dunque, se il centrosinistra a guida Zingaretti per i proseliti ittici è il grande trionfatore, chi sarà mai il solo sconfitto? Ma è presto detto (e neanche troppo difficile individuarlo): Matteo Salvini, definito dai pesci sempre più rossi nati nel novembre dell’anno scorso, lo «sconfitto senza appello».

Sardine, la loro delirante lettura del voto

Quanta demagogia e quanta sfrontatezza, queste sardine. Non paghi di aver nelle scorse ore offeso candidati ed elettori, gli attivisti dell’evanescente movimento che vede in Mattia Santori il suo leader, si trastullano nell’illusione di una qualche influenza sul voto regionale e escono davvero dal seminato. Come? Nel solito vecchio modo: prima insultano gli elettori che non la pensano come loro, dando degli zoticoni, degli stupidi, agli avversari alla prova delle urne già a poche ore dal voto. Poi, alle prime proiezioni, su Twitter commentano il risultato in Toscana, postando: «L’avevamo detto. Ci siamo battuti con tutte le nostre forze ed eravamo fiduciosi dell’intelligenza dei toscani». Definendo neanche troppo implicitamente come stupidi gli elettori che hanno votato la candidata della Lega, Susanna Ceccardi.

Sbagliano anche sulle alleanze e i voti disgiunti del centrosinistra

Non contenti. E sempre più deliranti e presuntuosi, poi, nel day after le sardine aggiungono: «Al voto “hanno vinto gli attivisti. Le sardine. I militanti del Pd e i cittadini che in questi mesi difficili hanno scelto di esserci. Di dire la loro, di rimboccarsi le maniche anche quando l’offerta politica non era certo esaltante». Poi la balla più grande di tutte: «Hanno vinto perché hanno saputo fare squadra. Speriamo che qualcuno se ne accorga, almeno questa volta». Un solo argomenti dei tanti che si potrebbero sfoderare: ricordiamo alle smemorate sardine che nell’unica regione dove Pd e 5S si sono presentati insieme, la Liguria, il candidato di centrosinistra sostenuto sia dai dem che dai grillini, ha perso con un grande scarto di voti. Il governatore uscente Toti, con il 56,13% dei voti, ha infatti avuto la meglio sul competitor giallorosso, Ferruccio Sansa, fermo al 38,9% …

Un delirio senza fine: le sardine, poche idee e ancora ben confuse…

Ma le sardine insistono. Nella loro stravagante (e arbitraria) lettura, «in Puglia si è affermato il risultato politico maggiormente rilevante sia nei rapporti di forza governativi, sia come opportunità di ripensare ad un nuovo meridionalismo». In Toscana la Ceccardi avrebbe perso «nonostante il suo strumentale tentativo di mimetizzarsi indossando, per l’occasione, un volto moderato e perbenista». Mentre la Meloni, sempre a detta delle sardine rosse, non avrebbe vinto «come avrebbe voluto, “trascinata” nella sconfitta del centrodestra a trazione salviniana». Un delirio senza fine, il loro, che conferma una sola verità: le sardine hanno poche idee e ancora ben confuse...

 

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