Orfini dà uno schiaffo ai vertici Pd: «Ma vi rendete conto che cos’è il M5S? Non ci si può alleare»

venerdì 11 settembre 9:20 - di Roberto Mariotti
Orfini

Messaggi di fuoco al Pd da una parte e a Bersani dall’altra. «Bersani lancia un campo progressista con il M5S? Penso che per fare un campo progressista bisogna per prima cosa esserlo. E non credo che chi ha scritto i decreti sicurezza, giusto per fare un esempio, si possa definire tale». Lo dice all’Adnkronos il deputato del Pd Matteo Orfini.

Orfini: «Dal M5S messaggi volgari e antipolitici»

«Questa alleanza di governo ha una natura eccezionale ed emergenziale. È vero che ha diverse anime ma se il Movimento 5 Stelle è questo, io non vedo alleanze per il futuro. Poi, se chiarirà la sua collocazione, diventando una forza diversa da quella che è oggi, valuteremo». Orsini agginge: «Franceschini in Direzione ci diceva che c’è un’evoluzione del Movimento 5 Stelle rispetto al loro antiparlamentarismo. Poi, però, ho visto sugli autobus di Roma la loro campagna per il Sì: una poltrona tagliata. Verso messaggi di questo tipo, volgari e antipolitici, la nostra storia e identità dovrebbe portarci in un’altra direzione. Cioè a stare con chi vota no».

«Si può stare nel partito anche in minoranza»

«Il mio partito è il Pd e lo rimarrà finché esisterà. Credo che chi se ne è andato, vale per Bersani, come per Renzi e per Calenda, abbia fatto un errore. La scissione non è stata un bene né per il Partito democratico né per chi ci ha lasciato. Io credo di essere la dimostrazione che si può stare in un partito anche se in minoranza e anche quando non si condividono alcune posizioni. Poi se non si è d’accordo, su alcuni temi e battaglie, se ne discute»,  afferma ancora Orfini.

Legge elettorale, Orfini preoccupato

Capitolo legge elettorale. «Siamo in alto mare perché non c’è un accordo di merito della maggioranza. Sono molto preoccupato. Io credo, da sempre, poiché sono un proporzionalista della prima ora che serva un proporzionale con uno sbarramento robusto. Se dovesse vincere il Sì al referendum, cosa che spero non accada, è indispensabile una legge si quella natura per evitare ulteriori distorsioni».

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