Il 5S Vignaroli: «Interrogo il governo sul caso Sardegna». Poi spara a zero contro la Regione Lazio

giovedì 10 settembre 17:13 - di Redazione
5S

Il deputato 5S Stefano Vignaroli, risultato positivo al Covid dopo alcuni giorni passati in Costa Smeralda, non è ancora uscito dal tunnel. Dal 26 agosto, giorno in cui il parlamentare ha annunciato su Facebook di essersi ammalato, non si è ancora negativizzato dal coronavirus. Il pentastellato ora ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno, della Salute, del Lavoro e dei Trasporti per far luce sul boom dei contagi in Sardegna e sollecitare il governo ad adottare ulteriori contromisure.

Il deputato 5S: «Sul traghetto c’era chi si misurava la febbre»

«In una situazione così complessa – dice Vignaroli intervistato dall’Adnkronos – le responsabilità sono diffuse. E riguardano sia i singoli sia i proprietari di locali e stabilimenti balneari che hanno consentito l’accesso a persone senza mascherina e assembramenti. Sia le autorità locali che non hanno controllato e non sono intervenute. Sia infine le istituzioni centrali, che non hanno richiamato gli enti locali ai propri compiti. Al di là delle polemiche, occorre sempre cooperare». Per il deputato, la situazione a bordo del traghetto che lo ha condotto in Sardegna “aveva dell’incredibile”: «Ho visto persone che di nascosto si misuravano la febbre e prendevano la tachipirina: scene davanti alle quali ho contattato il personale di bordo», racconta il presidente della Commissione di inchiesta sui rifiuti.

Il 5S: «Non c’era gel igienizzante»

«Non c’era gel igienizzante da nessuna parte, solo al ristorante. I bagni erano stretti e senza gel per igienizzare le mani all’uscita. Questo moltiplicava i rischi, considerando anche che il funzionamento dei bagni era totalmente manuale». «Sui divanetti – aggiunge Vignaroli – non era garantito nessun distanziamento. In fase di sbarco mi sono trovato bloccato nei corridoi con i passeggeri ammassati, senza alcun percorso obbligato da seguire per evitare assembramenti».

L’attacco alla Regione Lazio

Alla domanda sulle sue attuali condizioni di salute, il parlamentare M5S risponde: «Sto bene. Al momento i tamponi che ho fatto sono ancora positivi e sto dunque continuando la quarantena. Pesa l’isolamento. In alcuni momenti i contatti con l’autorità sanitaria non hanno funzionato e questo mi ha fatto sentire un po’ spaesato. Basti dire che sul sito della Regione Lazio non c’è ancora il risultato del mio tampone del 21 agosto, che ho fatto dopo due ore di fila in macchina sotto il sole. Il risultato mi è stato solo comunicato a voce. Dopo essere risultato positivo, per giorni nessuno mi ha detto cosa fare e quali medicine prendere. Solo dopo 10 giorni mi hanno chiesto con chi avevo avuto contatti. Hanno addirittura sbagliato la mia Asl di appartenenza».

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