Beirut, non solo la gaffe di Di Stefano. Anche la senatrice grillina scrive libici al posto di libanesi…

mercoledì 5 agosto 14:35 - di Adele Sirocchi
Pirro tweet

Non solo la gaffe di Manlio Di Stefano dopo l’esplosione a Beirut. Anche la senatrice pentastellata Elisa Pirro inciampa nello stesso grossolano errore. Le immagini dell’esplosione avvenuta a Beirut sono sconvolgenti – scrive su Twitter – esprimo la mia vicinanza al popolo libico e cordoglio per le vittime”. Dunque pare un anotizia ufficiale: i grillini sono negazionisti della geografia.

Grillini negazionisti della geografia

Cominciò Luigi Di Maio scambiando il Cile con il Venezuela e oggi abbiamo ulteriori conferme del grado di preparazione della classe dirigente che Beppe Grillo ha miracolato con i suoi “vaffa”. Ad aggravare l’episodio, poi, il fatto che Di Stefano è sottosegretario agli Esteri.

Da Di Maio a Casalino alla Azzolina: a quale gente è affidato il Paese?

Se un errore può sfuggire, anche se madornale, l’errore raddoppiato testimonia un’ignoranza diffusa in un partito di governo che è allarmante per le sorti del Paese. Da sottoscrivere il commento della giornalista Marina Terragni: “Mi spiace sembrare retorica, ma non possiamo più permetterci un viceministro degli esteri che i Libanesi li chiama Libici, per non parlare di un ministro degli esteri che crede che Pinochet sia stato un dittatore venezuelano e che Matera sia in Puglia, o di un potentissimo addetto stampa che dopo aver partecipato al Grande Fratello millanta un master in Business Administration mai conseguito. Non possiamo più permetterci di affidare il nostro Paese, le nostre vite e quelle dei nostri figli a gente che accoppia ignoranza abissale e ambizione fuori controllo. Non è vero che uno vale uno. Uno può valere zero, e un altro o un’altra 10”.

Una lunga serie di gaffe

Non dimentichiamo, infatti, che il M5S è il partito che mostra in un manifesto la cartina delle Marche per annunciare l’arrivo dei fondi in Molise. Lo stesso partito dove Alessandro Di Battista scambia Austerlitz  con Auschwitz . Non solo: magari è sfuggita ai più la perla del sindaco di Parma Federico Pizzarotti (ex grillino anche lui) che inaugura una targa in cui Federico II diventa imperatore di “Svezia”. Ultima nota dolente: a un esponente di questo movimento di sgrammaticati e ignoranti è stata affidata la scuola italiana.

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