Eterni amori
Patrimoniale: ossessione sinistra. Schlein la vuole in Italia e in Europa. Per gli osservatori è “un caso esemplare di moralismo fiscale”
La segretaria dem rilancia la proposta. Sonora bocciatura da parte del direttore dell'Istituto dell’Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi che ricorda: "Il patrimonio è reddito risparmiato, che quindi è già stato tassato con la sua imposta progressiva"
Quando si parla di tasse la sinistra è sempre un capofila. Soprattutto se si tratta di chiederne di nuove. A chiarire il concetto con termini diretti è stato il Vicepremier Antonio Tajani, ricordando sui social che «La sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani». Sarà forse per questo che a cadenza regolare in casa Pd torna la voglia di patrimoniale. Il principale partito del campo largo, tra un primo bagno nei mari di Capalbio e un ponte del due giugno al fresco dei monti svizzeri, torna a rilanciare un antico amore, vecchio quanto il comunismo: la patrimoniale.
Schlein la propone in Italia e in Ue
A parlarne con rinnovato orgoglio è stata nei giorni scorsi Elly Schlein, che la vorrebbe in Italia e in Europa: «Io sono sempre stata favorevole a livello europeo a introdurre una tassazione sui miliardari e sui grandi patrimoni» ma visto che in Patria l’idea si preannuncia come l’ennesima possibile divisione del ‘campo largo dei progressisti’, dopo la proposta arriva subito il passo di lato: «è una discussione che affronteremo insieme a tutti gli alleati progressisti, perché so che su questo ci sono posizioni diverse. Stiamo parlando di l’1% forse anche meno della popolazione rispetto a una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici fondamentali al 99%». Del resto «in altri Paesi si sta ragionando nella stessa direzione. Penso che non possa essere un tabù capire come fare a livello europeo a introdurre una tassazione sui miliardari». Quali paesi non lo ha specificato ma è chiaro quello che secondo alcuni analisti e docenti racconta questa sorta di “ossessione” così come definita dal centrodestra guidato da FdI.
Mingardi: moralismo fiscale
Proposta che anche a livello economico non fa certo scuola, come chiarisce in una intervista a Il Giornale è Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni e docente di storia del pensiero politico alla IULM.
Mingardi spiega «L’insistenza sulla patrimoniale è un caso esemplare di moralismo fiscale. Il messaggio è: votatemi, perché scudiscerò i mercanti nel tempio. La redistribuzione “buona” è mettere persone che non hanno molti soldi e provengono da una situazione difficile nelle condizioni di avvicinarsi quanto più possibile, ai banchi di partenza della vita. È una banalità, ma questo non lo si ottiene togliendo a chi ha, bensì spendendo bene ciò che si è tolto ai contribuenti. Il punto è che la sinistra italiana e internazionale pensa di guadagnare consenso indicando ai propri elettori un nemico. Questo nemico sono i ricchi. È meglio dare ai propri elettori qualcuno da odiare che immaginare soluzioni ai problemi».
Il patrimonio è già tassato come reddito risparmiato
Il direttore dell’Istituto Bruno Leoni inoltre ricorda un principio base: «Il patrimonio è reddito risparmiato, che quindi è già stato tassato con la sua imposta progressiva. Tassare i patrimoni equivale ad aumentare il carico fiscale sui redditi alti, che in Italia è già elevato. Non bisogna mai dimenticare che in Italia a farsi carico dell’80% dell’Irpef sono 11 milioni di persone, cioè un quarto dei contribuenti. Un buon sistema fiscale non dovrebbe disincentivare chi ha voglia di lavorare di più dal farlo. Il fisco italiano già lo fa, lo farebbe ancora di più se ci aggiungessimo una patrimoniale», conclude Mingardi.