Il grillismo “malattia infantile” del populismo: racconta bugie e governa coi piedi

sabato 11 luglio 15:16 - di Lando Chiarini
grillismo

Il grillismo come “malattia infantile” del populismo. E chissà che non sia proprio così. Del resto, un motivo ci sarà se il Conte 1 è morto e pure il Conte 2 non si sente tanto bene. L’anno scorso fu facile incolpare Salvini di aver staccato la spina sotto l’effetto del Papeete. Ma anche ora che l’Orco leghista non c’è più, il governo continua a non esserci. Non v’è dossier che non lo spacchi come una mela. Tranne, ovviamente, quello relativo alla durata della legislatura. Dipendesse solo dai leader della maggioranza giallo-rossa, non finirebbe mai: la poltrona prima di tutto. Ma è solo questo. Quanto al resto, gli stessi leader procedono allegramente in ordine sparso in attesa di tempi migliori.

Il M5S rifiuta realtà e verità

Che mai, forse, arriveranno. E per un motivo molto semplice: il partito di maggioranza relativa, il M5S, soffre l’incombenza della governabilità più di un nodo scorsoio stretto intorno al collo. Detto in parole ancor più povere, i Cinquestelle temono di restare impiccati alle rodomontate da essi stessi spacciate in campagna elettorale. In tal senso, il grillismo è l’ostinato rifiuto della realtà. Il Pd lo ha capito, ha abbozzato e nasconde la verità all’alleato, aggravando la situazione. Già, perché è difficile mandare avanti la baracca tra reticenze, omissioni e bugie. Esempio: i grillini vogliono revocare ai Benetton la concessione di Autostrade? Facciano pure, a patto che l’obiettivo poggi su motivazioni fondate e su procedure ineccepibili. Diversamente innescherà un contenzioso miliardario che ricadrà sui prossimi governi e sulle future generazioni.

Il grillismo è la malattia da cui deve liberarsi l’Italia

A suo tempo, anche la Lega ha trattato i grillini da bambini viziati. Ne ha assecondato le pulsioni manettare, culminate nel varo di leggi penali retroattive. Un abominio giustamente censurato dalla Corte Costituzionale. Lo stesso sui vitalizi degli ex-parlamentari: stanno ancora là perché la norma che li voleva aboliti l’han scritta coi piedi. E si potrebbe continuare. Insomma, non basta che un obiettivo sia gradito ai cittadini per perseguirlo alla ndò cojo cojo. Una consapevolezza persino banale, ma che il grillismo non accetta. Per questo è la “malattia” da cui l’Italia deve guarire il più in fretta possibile.

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