Toghe in redazione. Sansonetti: «Con Palamara intercettati anche importanti giornalisti»

venerdì 22 maggio 14:08 - di Francesca De Ambra
Sansonetti

«È esplosa giornalistopoli». È così che Il Riformista battezza il probabile scandalo gemmato da “magistratopoli” sul quale indaga la Procura di Perugia. A chiamare Luca Palamara, leader di UniCost, la corrente “moderata” delle toghe infatti, non erano solo giudici in cerca di promozione al Csm, ma anche i cronisti di giudiziaria. Al momento nulla si sa della loro identità. Il quotidiano diretto da Piero Sansonetti allude a «grandi firme» del giornalismo giudiziario. «Curiosamente – chiosa – queste intercettazioni non vengono pubblicate sui giornali. Eppure, proprio i giornalisti intercettati sono gli stessi che di solito pubblicano, a loro firma, paginate intere di intercettazioni di politici».

Il direttore del Riformista: «È giornalistopoli»

Sansonetti parla di firme del Corriere della Sera, Repubblica, Stampa «e di svariati altri giornali». E azzarda che «giornalistopoli forse è peggio di magistratopoli». Insieme, spiega, «sono la vera casta». Nomi il direttore non ne fa. Per principio. Ma il suo editoriale qualche rivelazione la concede. «I giornalisti più importanti dei grandi giornali – vi si legge – parlavano con Palamara e partecipavano alle operazioni politiche in corso per determinare i nuovi equilibri nella magistratura». C’è anche un’intercettazione in cui il leader di UniCost ipotizza che «un importante giornalista sia legato ai servizi segreti». Per il direttore, «non è certo un delitto». Eticamente, però, «sarebbe una gran brutta cosa».

Sansonetti: «Pressioni per influenzare Repubblica»

Un’altra “perla” riguarda il piano concordato tra Palamara e il vicepresidente del Csm dell’epoca per scegliere la strada giusta per influenzare Repubblica. L’opzione è doppia: «Attraverso pressioni sulla cronista di giudiziaria o sul caporedattore». Nel dubbio, si apprende, «il vicepresidente del Csm si offre per parlare con Repubblica ad alto livello». Dalla vicenda, Sansonetti trae una conclusione amara. «Il giornalismo politico, in Italia – dice – , è del tutto subalterno al giornalismo giudiziario. E questo grazie alle grandi campagne moralizzatrici condotte dai giornali negli anni scorsi». Ancora: «Il giornalismo giudiziario, non tutto, certo, ma quasi tutto, è assolutamente eterodiretto e privo di indipendenza. E dunque non è più giornalismo».

 

Commenti

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  • biagio 23 maggio 2020

    Il quinto potere italiano: i media, foraggiati dalla politica sia a livello centrale che regionale.

  • federico 23 maggio 2020

    Che novità! La sostituzione di una magistratura prevalentemente di destra con una spiccatamente di sinistra, o estrema sinistra, iniziò 50 anni fa, con l’aiuto delle BR: “colpirne 1 per educarne 100!”. Idem i giornalisti: quelli liberali del Corriere soppiantati da 68ini, a La Stampa divenne direttore uno che pochi anni prima rompeva a sprangate le vetrine de La Stampa al grido “Stampa serva, serva Fiat”. Per non parlare di un ex pretoriano di Mussolini…

  • rino 23 maggio 2020

    E quindi l’Italia è sotto dittatura. Non c’è libertà di informazione, non c’è indipendenza della magistratura dalla politica, non c’è giustizia.
    Evviva! Dopo tanto parlare di moti eversivi, siamo riusciti a tornare alla dittatura, ora tutto andrà bene, come in Cina.

  • Giardi gaetano 23 maggio 2020

    Sansonetti da grande difensore della libera informazione se ne fotte delle conseguenze e spara alzo zero sui soloni della ” libera informazione un tanto al dollaro” e sbatte in prima pagina gli “zozzoni” che erano al servizio e collaterali all’uso della magistratura per lotta politica. Sappiamo e sapevamo che il vizio della collateralita’ provoca sempre qualche promozione e rende affidabili anche e soprattutto se si usano i mezzi piu’ adatti. In questo brodo di coltura viaggiano spediti i peggiori che quasi sempre si ammontano di aureola di santita’. Quando appariranno i nomi si capira’ in chiaro chi sono ” gli zozzoni” e forse faremo festa tutto l’anno.

  • Claudio Gulli 22 maggio 2020

    E il nostro presidente Mattarella cosa fa ? Come al solito dorme o passa il tempo a lucidarsi la poltrona. Ma e’. possibile che adisgurstarsi sia solo il popolino?

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