Riina e l’assoluzione del generale Mori: una delle tante “omissioni” delle tv

sabato 23 maggio 12:27 - di Maurizio Gasparri
Trattativa Stato-mafia, fine storia mai. E la colpa non è soltanto di una parte della magistratura che ha omesso di indagare e di andare fino in fondo nella ricerca della verità. C’è anche l’informazione che dice delle cose, ma trascura completamente altre.
E’ quello che è accaduto alcuni giorni fa in un noto programma su La7. Come si può, in una Tv importante come La7, parlare di trattativa Stato-mafia, senza citare la recentissima sentenza d’appello del troncone Mannino del processo, dove il giudice Piras conclude negandone l’esistenza? Come si può, senza citare l’ordinanza di archiviazione del Gip Gilda Lo Forti sulle fughe di notizie sul dossier “mafia e appalti” del ROS e di Giovanni Falcone?
Come si può fare, senza citare la sentenza del 2006 di assoluzione del generale Mori sulle accuse infamanti inerenti la cattura di Totò Riina? O le conclusioni del Borsellino quater in tema di trattativa stato-mafia? O la sentenza del 2013 di assoluzione del generale Mori e del colonnello Obinu sulle indagini per la cattura di Provenzano a Mezzojuso?
Come si può ancora accreditare, sempre in televisione, le parole di un soggetto come Ciancimino,  già condannato ben due volte per calunnia aggravata, delle quali una andata in giudicato? Per quanto riguarda il presunto sospetto o i presunti dubbi di Falcone su Contrada, tutti da dimostrare, diciamo soltanto che ve ne sono di assolutamente dimostrati nei confronti di figure istituzionali di levatura ben superiore di Contrada, come il procuratore capo di Palermo dell’epoca, costretto alle dimissioni. Perché parlare quindi di ciò che non è certo, trascurando ciò che è certo?

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