Rai, un’azienda sempre più “de sinistra”. E anche i grillini, nel loro nullismo, lottizzano

sabato 16 maggio 11:37 - di Maurizio Gasparri
Rai

Complimenti a Mario Orfeo, unico “umano” che sia riuscito a fare il direttore del Tg1, del Tg2 e del Tg3! Nessuno nella lunga storia della Rai è stato capace di ricoprire questi tre importanti incarichi. Lo diciamo con ammirazione sincera, perché Mario Orfeo, pur appartenendo alla sinistra e avendo ottenuto una nomina in un quadro molto politico, almeno ha saputo sempre salvaguardare i rapporti personali. Ma a parte questa impresa da guinnes dei primati, che va comunque segnalata e farà epoca, dobbiamo comunque dire che quelli che urlavano “fuori i partiti dalla Rai“, si sono presi tutto. I grillini, i peggiori dei lottizzatori, che hanno messo analfabeti nel governo e negli enti che hanno controllato, in Rai non avendo referenti di fiducia riciclano persone che si offrono pur di aver una poltrona.

Mario Orfeo da record: guida il Tg3 dopo aver diretto Tg1 e Tg2

Alcuni anche con una storia professionale ottima alle spalle, come Franco Di Mare, giornalista e conduttore che non ha mai diretto né una testata né una rete e ora esordisce in questa funzione alla guida di Rai Tre. Altri invece piazzati in incarichi che non erano in grado di gestire e i fatti lo hanno dimostrato. Il Pd poi è padrone storico della Rai. Scrisse Giuliano Ferrara anni fa: “La Rai è de’ sinistra”. Lui lo disse in romanesco, ma il senso lo capiscono tutti. La sinistra è proprietaria della Rai, se ne sente padrona.

Molti conduttori Rai fanno politica

La Sciarelli può insultare quello che considera un avversario politico negli spazi di una trasmissione sulla quale ha ormai un monopolio ma che dovrebbe occuparsi di altro, di persone sparite e non di polemiche politiche. Fabio Fazio fa e disfa quello che vuole spende soldi a destra e manca, appalta a se stesso gli spazi televisivi tra gli applausi dei vertici Rai. Adesso, con le nuove nomine, la sinistra non ha fatto nulla di diverso dal passato. Si sentono i padroni dell’informazione pubblica ma fanno i moralisti anticipati da araldi e trombettieri dell’Usigrai che in questo caso hanno urlato, ma non troppo, perché poi alla fine molti prescelti fanno parte della compagnia di giro. È una storia vecchia, che conosciamo bene ma che continua comunque a indignarci lo stesso.

Commenti

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  • biagio 16 maggio 2020

    Povero canone, dilapidato per spot pubblicitari, notizie faziosamente dei Pidioti e PenteStellate.
    Per non parlare dei vari palinsesti dove i conduttori sono inequivocabilmente di radice PD o di cordata per programmi spazzatura ….
    Viva il servizio pubblico plurale e indipendente come del resto i media italiani, corrotti e foraggiare dalla politica.

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