De Benedetti torna in pista e fonda il suo nuovo giornale “Domani”. Con l’ex tesoriere Pd

lunedì 4 maggio 19:36 - di Paolo Lami
De Benedetti

Carlo De Benedetti torna ufficialmente in pista, dopo giorni di boatos e indiscrezioni. E fonda il suo nuovo giornale assieme all'(ex)-tesoriere del Pd, Luigi Zanda. Che pochi minuti fa si è dimesso dalla sua carica di tesoriere. Un divorzio necessario per non mettere in imbarazzo il Pd. Ed avere le mani libere.

La società editoriale costituita oggi a Torino, presso il notaio Silvia Lazzaroni, con un capitale di 10 milioni di euro si chiama “Editoriale Domani S.p.A“. Ed è posseduta da due società. Di cui azionista unico è Carlo De Benedetti.

Presidente della società è, appunto, Luigi Zanda. Che si è dimesso dalla carica di tesoriere del Partto Democratico. E che incassa gli auguri di Zingaretti “per la sua nuova avventura”.
Il consiglio di amministrazione della società è formato da Giovanni Canetta, Federica Mariani, Virginia Ripa di Meana, Massimo Segre, Grazia Volo e Luigi Zanda, appunto.
Contestualmente è iniziato l’iter per la costituzione della Fondazione Domani, presieduta dall’ingegner Carlo De Benedetti, alla quale, dopo la fase di avvio, andrà la proprietà dell’Editoriale Domani.

Dunque la tessera numero 1 del Pd e l’ex-tesoriere del Pd alzano le vele per mettere in mare la barca che dovrebbe fare concorrenza a Repubblica. Al timone ci sarà il 35enne Stefano Feltri, ex-vicedirettore del Fatto Quotidiano. Inevitabili le telefonate di profferte ai giornalisti di Repubblica per portarli a bordo del naviglio.

Un’avventura che De Benedetti accarezzava da mesi, umiliato prima dai figli ai quali aveva inizialmente regalato la sua corazzata editoriale che aveva poi tentato – respinto a mare – di riprendersi. I figli avevano preferito vendere alla Exor di John Elkann.

L’ultima dolorosa umiliazione per l’Ingegnere al quale non difetta l’orgoglio era stato lo “snaturamento” delle sue creature editoriali. E la rivoluzione copernicana dei direttori con una rotazione di nomi e un valzer di poltrone che aveva indispettito non poco De Benedetti. Era davvero troppo da mandare giù.

Uno schiaffo appresso all’altro che hanno indotto De Benedetti a tagliarsi i ponti alle spalle e a prendere il mare a bordo di un natante nuovo di zecca. Accompagnato da alcuni personaggi di sua fiducia. Come Luigi Zanda, appunto. Tesoriere del Pd fino a poche ore fa. Quando ha consegnato la lettera di dimissioni nelle mani di Zingaretti. Un addio? Forse più un arrivederci.

Dunque si parte, vele al vento, verso orizzonti che sono in molti a giudicare irraggiungibili.

“Mi pare una illusione pensare di conquistare spazio in un panorama editoriale già inflazionato da presenze delle diverse sinistre. Non prevedo un gran domani per il Domani“, ironizza il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

“Suggerirei un sito anziché un giornale cartaceo per evitare spese ingenti benché De Benedetti potrà largheggiare grazie a incredibili sentenze che hanno gonfiato il suo portafoglio”, mena fendenti il senatore azzurro.

“Si ricordino il precedente de La Voce. Che pure vantava Montanelli in cabina di regia. Mi pare – osserva Gasparri stroncando sul nascere l’avventura dell’Ingegnere – un’impresa animata più da risentimento che da speranze di successo”.

“Si ricomincia. – scrive su Facebook il senatore calabrese del M5S Nicola Morra. – Dopo aver “indirizzato” tante scelte politiche grazie all’influenza che è stato in grado di esercitare attraverso il suo gruppo editoriale, di cui “La Repubblica” era certamente la punta di diamante, l’ingegnere ci riprova con una nuova iniziativa editoriale, “Domani“. Poiché i figli, cui aveva dato la gestione dell’impero, gli hanno negato la possibilità di riprendersi l’editoriale Gedi. Cedendolo piuttosto agli Elkann, eredi a loro volta del gruppo Fiat, con cui l’ingegnere De Benedetti non sempre è stato in sintonia”.

L’avventura comincia. Una cosa è certa. A sinistra voleranno gli stracci. Mettetevi comodi. E non dimenticate i popcorn.

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