Imputazione coatta per il broker di De Benedetti (che invece l’ha scampata)

lunedì 17 Dicembre 15:56 - di Paolo Lami

Carlo De Benedetti l’ha scampata perché sostenne, di fronte ai magistrati romani, così come fece anche il suo amico Matteo Renzi, di non aver discusso dei dettagli dell’investimento che gli fece guadagnare in quattro giorni 600mila euro dopo la soffiata del segretario del Pd sul fatto che, di lì a poco, sarebbe passato il decreto sulle banche popolari.
Ma ora per quella gravissima vicenda che ha fatto gridare allo scandalo – l’ex-premier italiano che spiffera in anticipo i tempi dell’approvazione del decreto sulle banche al più famoso finanziere italiano e quest’ultimo che specula sulla notizia investendo 5 milioni di euro in azioni delle Popolari guadagnandoci un differenziale di 600mila euro – arriva l’imputazione coatta per il broker Gianluca Bolengo, a cui al telefono, il 16 gennaio 2015, Carlo De Benedetti disse di aver saputo proprio da Renzi che il decreto sulle banche popolari sarebbe passato a breve.
L’operazione fece guadagnare a De Benedetti appunto i famosi 600mila euro in seguito all’approvazione, quattro giorni dopo, della riforma. Lui, il finanziare tesserato Pd, è riuscito a sfilarsi dalle accuse. Ma il suo broker Gianluca Bolengo no.
La Procura ha chiesto l’archiviazione, ma il gip di Roma, Gaspare Sturzo, con un articolato provvedimento di 63 pagine, ha rigettato la richiesta chiedendo l’imputazione coatta di Bolengo con l’accusa di ostacolo alle funzioni di vigilanza.

Per il giudice capitolino, infatti, dagli esami degli atti emergono «logici elementi convergenti» in merito alla «consapevolezza di Bolengo di trovarsi dinnanzi all’obbligo di dover comunicare» l’operazione finanziaria «come sospetta alla Consob». Cosa che, invece, Bolengo si guardò bene dal fare.
Già lo scorso marzo il gip di Roma aveva respinto un’analoga richiesta di archiviazione della Procura della Capitale per il broker di Intermonte Sim SpA ordinando, invece, un supplemento di indagini.
Ora il nuovo braccio di ferro con la Procura della Capitale che costringe il pm Stefano Pesci a formulare l’imputazione coatta per il broker di De Benedetti.

Dal colloquio, registrato, fra De Benedetti e il suo broker si capisce bene come quelle informazioni privilegiate soffiate, in anticipo sull’approvazione del decreto Popolari, da Matteo Renzi indussero il finanziare  a valutare, insieme a Bolengo, se questo avrebbe portato a un rialzo azionario delle Popolari. E decisero di investire di conseguenza.
«Faranno un provvedimento – dice De Benedetti al telefono al suo brokerIl governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi… una o due settimane».
«Questo è molto buono – replica Bolengoperché c’è concentrazione nel settore. Ci sono troppe banche popolari. Sa, tutti citano il caso di Sondrio città di 30 mila abitanti».
«Quindi volevo capire una cosa – chiede De Benedetti al suo broker Bolengosalgono le Popolari?»
«Sì su questo – assicura il brokerse passa un decreto fatto bene salgono».
«Passa – lo rassicura De Benedettiho parlato con Renzi ieri, passa».
E Bolengo: «Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa».

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