“Svuotacarceri”, Salvini avverte il governo: «Niente sconti ai delinquenti, sarebbe una resa»

martedì 17 Marzo 14:54 - di Redazione
Bonafede

Ricordate il ministro Bonafede quando, con severo cipiglio, affermava davanti al Parlamento che giammai lo Stato si sarebbe arreso a chi aveva devastato le carceri in mezza Italia? Beh, non era vero niente. Il decreto svuotacarceri è realtà. E fino al 30 giugno prossimo prevede pene più corte e arresti domiciliari per i casi che lo concedono. L’intento è quello di ridurre il sovraffollamento negli istituti di pena in tempo di coronavirus. Ma il Guardasigilli ha sbagliato i tempi. Farlo ora appare (ed è) una resa incondizionata ai violenti che hanno messo a dura prova la pazienza della polizia penitenziaria con una rivolta diffusa e generalizzata, dietro cui si potrebbe celare un’unica regia criminale.

Arresti domiciliari e braccialetti elettronici per i detenuti

E poco importa che dello svuotacarceri non beneficeranno i detenuti che hanno capeggiato le rivolte dei giorni scorsi. È il minimo sindacale. Sia come sia, la frittata è fatta. A beneficiarne, i detenuti con pene fino a 18 mesi, che potranno scontare la condanna agli arresti domiciliari. Qualora la detenzione prevista fosse superiore a 6 mesi, sarà applicato il braccialetto elettronico al detenuto. Com’era prevedibile, il decreto Bonafede ha immediatamente sollevato un vespaio polemico nel dibattito politico. «La Lega è assolutamente contraria a qualsiasi sconto di pena, amnistia, indulto o uscita dal carcere anticipata», fa sapere via Fb Matteo Salvini. «La certezza della pena – aggiunge – è fondamentale. Soprattutto dopo le rivolte nelle prigioni che hanno causato morti, feriti ed evasioni. Il nostro pensiero – conclude Salvini – va agli agenti della polizia penitenziaria, troppo spesso dimenticati e trattati peggio dei detenuti».

L’ira della polizia contro Bonafede: «È una resa ai criminali»

Il leader leghista coglie nel segno. Tra gli agenti lo svuota-carceri firmato Bonafede suscita ira e indignazione. «Lo consideriamo una resa ai violenti», dice infatti  Valter Mazzetti, leader dell’Fsp Polizia di Stato.  Di altro segno la reazione del forzista Enrico Costa. L’esponente azzurro considera il decreto Bonafede come «un primo passo per affrontare il drammatico sovraffollamento delle carceri». Ma, aggiunge, anche questo «rischia di rivelarsi inattuabile», per la scarsità di braccialetti elettronici. Il governo, forse manco lo sa. «Dalla lettura della relazione tecnica – conferma Costa – non pare proprio».

 

Commenti

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  • Franco secci 22 Marzo 2020

    Le belve vanno domate……non si aprono le gabbie

  • pietro palau giovannetti 18 Marzo 2020

    Sia il Secolo d’Italia che il Ministro Bonafede pare sconoscano la legge 199 del 26/11/2010 che già prevedeva per i condannati con pena detentiva anche residua ai 18 mesi la detenzione domiciliare. Il governo manettaro ha scoperto l’acqua calda e non ha fatto altro che applicare una legge rimasta in gran parte inattuata negli ultimi anni seppure nata per contrastare il sovraffollamento delle carceri italiane tra le peggiori d’Europa. La certezza della pena di fronte a quella della morte trasformando le carceri in lazzareti di massa diffusi è solo una becera ideologia salviniana e di tutti coloro che da destra e sinistra non sono in grado di individuare i veri mali della Giustizia.

    • Francesco Storace 26 Marzo 2020

      Grazie per i complimenti