I dieci errori di Conte che ci hanno danneggiato nella lotta al coronavirus

venerdì 13 marzo 17:59 - di Francesco Storace

Un impiastro, Giuseppe Conte, il coronavirus non poteva sperare di meglio. Sono almeno dieci gli errori clamorosi del premier in questa vicenda. O meglio, dieci quelli che individuiamo noi. Chissà quanti ce ne sono sfuggiti. Ne scriviamo pur convinti che ci voglia unità in questa guerra al morbo, ma per favore basta errori.

Giuseppe Conte ha cominciato col coronavirus scatenando l’assalto ai treni col decreto di estensione della zona rossa alla Lombardia e a undici quattordici province. Poi ha concesso il bis con il decreto che ha “nazionalizzato” l’emergenza provocando la ressa nei supermercati.

Il decalogo degli errori di Conte sul coronavirus

Terza perla nel passaggio del decreto che non vieta affatto lo spostamento delle persone, ma dà un affettuoso consiglio di evitarlo. Non è vero che sei obbligato a stare in casa se hai febbre o problemi respiratori, perché – ed è il quarto errore – c’è solo il suggerimento di non uscire alla faccia della pubblica incolumità.

Idem – ed è forse lo sbaglio più grave, il numero cinque – persino gli anziani a rischio non sono obbligati a restare a casa, ma per loro è prevista soltanto una “espressa raccomandazione… di evitare di uscire”. Insomma, quelli che venivano spacciati a parole per obblighi in realtà nei vari decreti sono diventati consigli.

Addirittura – ed è  il sesto errore che somiglia molto al quarto pur con una fattispecie distinta – il malato non è costretto a stare a casa per evitare di infettare gli altri, perché nella decretazione d’urgenza Conte si dice solo che “è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio”.

La beffa è al numero sette della serie. Con il provvedimento dell’11 Marzo 2020 sono state sospese tutte le attività commerciali, tranne – stranamente – le due che fanno incassare accise allo Stato: restano aperti i tabaccai e i benzinai. Eppure l’istituto superiore di sanità avverte che i fumatori sono maggiormente a rischio visto che il Covid-19 è un virus polmonare, ma lo Stato continua a vendere sigarette per incassare soldi. Anche i benzinai restano aperti, così chi vuol circolare può farlo tranquillamente e a domanda potrà sempre rispondere che sta in giro per andare a fare benzina.

Giornali sì e libri no

La panzana al numero 8. Fa ridere e indignare al tempo stesso. Le edicole sono aperte, ma le librerie restano chiuse. Il paradosso di Conte: giornali sì e libri no. Kultura.

Al numero nove degli errori di Conte il divieto di tagliarsi i capelli, ma se si vuole un caffè al banco vai in autostrada e ti togli lo sfizio. Basta trovare qualcosa da scrivere nell’autocertificazione.

Fine di ogni senso umanitario all’errore numero 10. È sconsigliato passeggiare per strada mano nella mano con il proprio coniuge, con il quale si divide il letto, ma possiamo stare fianco a fianco in autobus o in metropolitana con uno sconosciuto. In compenso il nostro cagnolino sarà costretto a fare pipì decine di volte per poter uscire almeno con lui senza dover renderne conto al poliziotto che ci guarda.
Comunque Conte può dire di essere in buona compagnia. I francesi guardano esterrefatti anche loro a quello che sta combinando Macron. Si assomigliano e si pigliano…

Commenti

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  • Pinucciosomma 14 marzo 2020

    @Storace non sai cosa dire e trovi dieci argomenti demenziali inesistenti dal punto di vista di critica, non avete neanche un po’ di decenza di stare in silenzio dopo 25 anni di disastri economico sociali che avete lasciato al paese, che schifo lo Sciacallaggio Politico che fate.

    • Francesco Storace 26 marzo 2020

      Mi piacciono commenti cosi ben argomentati…

  • Patrizia Uzzi 14 marzo 2020

    Chi è che ha scritto questo articolo? Un comodino

    • Francesco Storace 14 marzo 2020

      Simpatica

  • Mario Salvatore Manca 14 marzo 2020

    Che differenza passa tra il biblico Giuseppe (il “signore dei sogni” nella Genesi) ed il nostro sciagurato primo ministro Giuseppe Conte?
    1) Il biblico Giuseppe interpretò bene i sogni del faraone (“sette vacche magre che divoravano sette vacche grasse e sette spighe vuote che divoravano sette spighe piene”), prevedendo la siccità, per cui il faraone lo nominò viceré e il resto è storia.
    2) L’attuale suo omonimo, non viceré ma primo ministro, non ha saputo prevedere un accidente e ha combinato tutto questo casino.
    Se è credente, come dice di essere, lo sa che dovrà pur rendere conto a Qualcuno di tutto questo guaio? Io non riuscirei a dormire tranquillo!

  • sergio la terza 14 marzo 2020

    Due teste di c***o a capo di nazioni incolpevoli.

  • Pascucci Gianluca 14 marzo 2020

    La perla più grande è non aver difeso le aziende italiane chiudendo la borsa come raccomandato da almeno dieci giorni dagli industriali. Sta svendendo il nostro paese: zero cultura, zero industria…dilettanti allo sbaraglio. E gli aguzzini europei e speculatori godono sulle nostre spalle

  • Margherita 14 marzo 2020

    Sante parole,aggiungiamo qualcosina: anziani non dovrebbero ricevere le visite da parte dei nipoti ma…”accudire anziani genitori e nonni ” entra nel diritto degli spostamenti,1 metro di distanza è una vera stronzata…dove passo io prima, dando 2 colpetti di tosse,dopo 3 secondi passerà altra persona e raccoglie quello che ho seminato!!!Fanno le interviste all’interno degli ospedali e vediamo medici ….senza le mascherine. Piccole attività chiuse ma ipermercati aperti,carrelli sporchi.Non ho ancora visto qualche autobotte che disinfetta le strade.,le scuole chiuse,ok! Purtroppo nel parco ci sono decine di bambini e nonni che passeggiano mano nella mano. Pazienti malati sono stati spostati e “sparsi” nelle altre province.Ancoraun mese fa caro Conte assicurava il popolo:niente panico,l’Italia è pronta ad ogni evenienza ,si vede,si vede

  • avv.alessandro ballicu 13 marzo 2020

    bravo direttore ha ragione, bisognava prendere esempio da putin lui è stato tempestivo e la russia , pur confinando con la cina, ha pochissimi casi

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