Viltà e nomine: il Pd contro Renzi ma tace su M5s all’attacco di Gualtieri (video)

mercoledì 19 febbraio 6:00 - di Francesco Storace

Povero Gualtieri, di fronte alla viltà come scelta politica: solo così si può spiegare il silenzio di Nicola Zingaretti – almeno pubblicamente – nei confronti dei dispetti firmati Cinquestelle. Ed è intollerabile il silenzio dei giornaloni su quanto sta accadendo in alcuni quartieri di Roma che andranno al voto domenica primo marzo per sostituire alla Camera Paolo Gentiloni.

Perché è una storia che si intreccia con quelle nomine miracolose per la salute del governo che barcolla. E su queste si gioca anche un pezzo del destino della legislatura.

Grillini contro Gualtieri

Non passa giorno senza che Zingaretti e i suoi imprechino contro Matteo Renzi. Sabota il governo, in maggioranza ci si comporta da alleati e non da avversari e via discorrendo. Tutto giusto. Però, c’è un però che la dice lunga sui comportamenti ambigui del Pd.

Commenti

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  • Giuseppe Malaisi 19 febbraio 2020

    Egregio direttore
    la minaccia più grave per questo paese è il disegno, chiaro ed evidente, di concedere la cittadinanza facile facile (e quindi il diritto di voto) a tutti i nuovi arrivati dall’Africa che per ovvie ragioni non voterebbero di certo per il centri destra.
    Lo faccia presente alla Meloni per dare il via ad iniziative popolari volte a bloccare questa schifezza.
    cordialità

  • Carlo Cervini 19 febbraio 2020

    Ci sono 400 nomine in ballo, vuol dire denaro, tangenti, finanziamenti alle fondazioni, potere e voti, tanti voti comprati……………in confronto i mafiosi sono dei chirichetti ed anche modesti………..Non molleranno l’osso neanche a cannonate !

  • giovanni vuolo 19 febbraio 2020

    Quando una compagine sta insieme solo per sete di potere, senza ideali comuni, senza principi, alla fine è destinata ad implodere. Speriamo solo che stavolta sia quella buona, e che questo infame ed arrogante personaggio che guida il governicchio, venga rispedito nell’anonimato dal quale è spuntato fuori. Bene avrebbe fatto ad andare avanti con la barra dritta, invece di rinnegare sé stesso e tutto il suo operato, solo per restare a capo di un’accozzaglia di abusivi ; probabilmente avrebbe potuto crearsi uno spazio importante nella politica italiana. Così invece, appena cadrà farà un tonfo fragoroso, e nessuno rimpiangerà la sua viscida presenza. Un traditore seriale, col quale è sconsigliabile persino prendersi un caffè al bar, per non rischiare di essere pugnalati alle spalle ; ma forse è per questo che consuma una quantità industriale di caffè.

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