Fidanzata col mafioso ma dà la fiducia a Giuseppe Conte: M5s muto

20 Feb 2020 6:00 - di Francesco Storace

I traffici di Nicosia riguardano la deputata perché i pellegrinaggi in carcere avvenivano ben prima dell’assunzione del personaggio, poi “retribuito” a cinquanta euro al mese…

Ieri sono state depositate le carte per la conclusione indagini e probabilmente la donna sarà rinviata a giudizio in un processo che riguarda il rapporto con un presunto mafioso.

La politica in questi mesi – con l’unica e coerente eccezione di Fratelli d’Italia – è stata silente. Carolina Varchi, deputata palermitana, considera “molto grave” quanto accaduto. E “merita approfondimento anche e soprattutto in merito ai regolamenti in vigore e ai controlli del DAP”, l’amministrazione penitenziaria. E aggiunge: “Continua a destare sconcerto il silenzio del Movimento 5Stelle su una vicenda di simile gravità che coinvolge una parlamentare di maggioranza”.

Vota per Conte ma non è un salvacondotto

Magari i Cinquestelle attenderanno il tempo in cui la Occhionero riscuoterà il vitalizio per attaccarla. Ma oggi si parla di mafia. E stare col governo Conte non può rappresentare un salvacondotto.

Italia Viva tace per convenienza e garantismo peloso. Magari indicando con il dito i banchi di Leu: in questa lista fu eletta la Occhionero, che poi approdò alla corte di Matteo Renzi.

Sta zitto anche il presidente della Camera Roberto Fico. Non si ha notizia di sua iniziative sulla selezione dei collaboratori parlamentari: Nicosia aveva alle spalle condanna e carcere per droga, come si è potuto assumerlo a Montecitorio?

C’è qualcun altro come lei? Perché stanno zitti?

Niente, la gran parte della politica sta zitta, in un preoccupante clima di omertà. Ci sono altri parlamentari nelle stesse condizioni della Occhionero? E soprattutto, quale esempio si offre alla pubblica opinione se un governo si regge anche con il voto di chi non si accorge del mafioso in casa?

Non dimentichiamo il valore delle garanzie anche per l’on. Occhionero e ci mancherebbe. Ma non è normale che non ci sia né chi la difende né chi la contesta, salvo pochi.

Questa deputata ha tutto il diritto di difendersi, ma non è obbligatorio farlo dalla poltrona del Parlamento. In questo Paese si sono dimessi anche ministri per il semplice sospetto, figuriamoci che cosa ci aspettiamo da chi va a processo con accuse di indubbia pesantezza. E il momento del coraggio e della responsabilità deve arrivare per tutti.
Per lealtà verso la Nazione.

 

Commenti

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  • Franco Prestifilippo 20 Febbraio 2020

    Ma come ? -dopo quanto scoperto è ancora in Parlamento? Solo in Italia succedono certe cose. Vergogna!!!