Violentavano le figlie: arrestati due madri e un padre. Una delle bimbe “concepita per abusarne”

venerdì 7 febbraio 19:06 - di Redazione
abusi

Sono accusate di aver commesso abusi sessuali sulle figlie fin dai primi anni di età. E di aver prodotto poi foto a carattere pedopornografico sulle violenze commesse, diffondendole su social network cliccati da pedofili. Per questo la polizia postale della Toscana ha arrestato due donne, una residente a Terni e un’altra a Reggio Emilia. Gli agenti hanno arrestato anche un uomo residente a Grosseto, padre di una delle bimbe. Sarebbe stato lui, secondo l’accuse, a istigare le due donne. Le due vittime, entrambe minori di 10 anni, sono state affidate ai servizi sociali e condotte in luoghi sicuri.

L’uomo già condannato in passato per pornografia minorile

La figura chiave dell’inchiesta per gli inquirenti è l’uomo, che già in passato aveva avuto una condanna per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo il gip, il 40enne avrebbe avuto “un ruolo determinante” nell’istigare le due madri a commettere gli abusi. Sarebbe poi stato il destinatario delle materiale pedopornografico che le donne gli inviavano via Whatsapp. A lui e alla donna di Reggio Emilia gli inquirenti contestano il reato di “violenza sessuale nei confronti di minore di anni dieci“. L’uomo, inoltre, condivide con la donna di Terni, con la quale ha una relazione sentimentale, anche l’accusa di pornografia minorile, “per aver divulgato notizie e informazioni finalizzate allo sfruttamento sessuale dei minori di anni 18, prodotto materiale pornografico realizzato con minori di 18 anni, nonché di violenza sessuale nei confronti di minori per aver costretto una persona minore a subire rapporti sessuali”.

Il Gip: “Una delle figlie concepita per abusarne”

Dalle indagini è emerso inoltre che il 40enne e la donna di Terni avrebbero deciso di concepire la loro figlia, una delle due vittime degli abusi, proprio allo scopo di abusarne sessualmente. Da una “chat tra i due arrestati – scrive il gip nell’ordinanza – emerge come assolutamente verosimile” che la gravidanza sia stata voluta “con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise”.

Le indagini e la scoperta delle violenze

Gli investigatori sono arrivati al 40enne, perquisito ad agosto, nell’ambito di indagini sulla presenza sul territorio italiano di utenti attivi all’interno di gruppi a “tema pedofilo” su Telegram. Gli sviluppi investigativi hanno quindi consentito di accertare l’esistenza sia su Telegram sia su Whatsapp, utilizzate dall’uomo, di gruppi “attivi” dediti alla condivisione di link tutti riconducibili a contenuti pedopornografici e immagini e video in chiaro di minori costretti ad atti sessuali, oltre alle chat intercorse tra gli stessi utenti. L’attività investigativa sotto copertura, delegata dalla procura di Firenze, ha successivamente consentito di individuare alcuni utenti stranieri. L’analisi forense dei contenuti dei supporti informatici sequestrati ha fatto poi emergere la condotta delle due donne italiane, arrestate oggi.



 

 

 

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