Papa Francesco, parla lo “psicologo della Chiesa”: «Vi spiego perché Bergoglio ha perso la pazienza»

giovedì 2 gennaio 16:51 - di Mia Fenice
Papa

La reazione di Papa Francesco ha fatto il giro del mondo. «È stata una reazione istintiva, del corpo prima ancora della mente, per recuperare una posizione di stabilità subito dopo la paura per una possibile caduta, dovuta al problema fisico di cui soffre». È quanto spiega all’AdnKronos lo “psicologo della Chiesa” padre Amedeo Cencini. Sacerdote canossiano e psicoterapeuta, autore di diverse opere sul rapporto fra la religione, la psicologia e la psicanalisi, commenta la reazione del Pontefice. Il caso è quello di una fedele che lo aveva strattonato con vigore tirandolo a sé per il braccio durante un’udienza. Ricevendo in cambio, una volta “liberatosi” dalla morsa anche con uno schiaffettino, un’occhiataccia e un rimprovero. Seppur seguiti da una sorta di “scuse pubbliche” da parte di Bergoglio per il “cattivo esempio” dato nell’occasione.

Papa Francesco, l’analisi dello psicologo della Chiesa

Padre Amedeo mette l’accento soprattutto sulla reazione successiva del Papa. «Con assoluta libertà interiore e di coscienza, alla prima occasione, ha trovato il modo di riconoscere davanti a tutti la reazione avuta. Chiedendo umilmente scusa per “aver perso la pazienza, dando un cattivo esempio”. Usando una formula persino troppo pesante nei confronti di se stesso. Non è stato certo autoassolutorio… Anzi, il suo gesto prima e le sue scuse dopo ci restituiscono, ove mai ce ne fosse ulteriore bisogno, una dimensione di umanità del Papa davanti a una reazione che poteva apparire all’esterno come non del tutto appropriata. Nonostante il forte carico psicologico e mediatico che un Pontefice deve affrontare e sopportare».

Riconoscere gli sbagli è un “esempio”

Del resto, osserva il prete-psicologo, «il Papa si espone molto volendo sempre andare in mezzo alla gente. Correndo una serie di rischi che a quel punto sono inevitabili. Basti pensare all’episodio in parte analogo durante la sua visita apostolica in Messico. Qui entra in ballo anche l’educazione dei fedeli. Se desiderano che il Papa sia loro vicino devono anche adeguare il loro comportamento. Non possono “catturarlo” e tirarlo a sé. Lui è lì per tutti. Ma il dato prioritario, che merita attenzione, resta il suo “riconoscimento” di un comportamento immediato che per primo non è piaciuto a lui stesso. Al di là che fosse pienamente e umanamente giustificabile. Riconoscere i nostri sbagli: questo sì è un “esempio” che andrebbe seguito da tutti. Davanti ai riflettori e agli occhi di tutto il mondo».

 

Commenti

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  • marcello de filippis 3 gennaio 2020

    Bergoglio:parla bene e razzola male!

  • Ruggiero Dascanio 3 gennaio 2020

    LA DIFFERENZA CHE C’E’ TRA ME E IL PAPA?… IO LE AVREI TIRATO UNA TESTATA

  • Laura52 3 gennaio 2020

    Questo Bergoglio mi piace sempre meno

  • ADRIANO AGOSTINI 3 gennaio 2020

    Infatti si è notato che Francesco stava per cadere e che quindi la reazione è stata istintiva. Inoltre non so se avete notato che il Papa zoppica, ha un movimento anomalo di una gamba. Probabilmente ha una protesi dell’anca dovuta a una caduta e ogni movimento anomalo lo impaurisce. Non dimentichiamoci che il Papa ha 83 anni!

  • federico 3 gennaio 2020

    Perdere la pazienza perché una fedele ti stringe devotamente le mani?! Chissà se tribunali e Corti d’Assise considerano una attenuante l’aver “perso la pazienza”? o c’è scritto sul Vangelo? Un pessimo esempio, deve dimettersi.

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