L’INDIGNOMETRO/Quando le condanne sono a senso unico perchè decide sempre la sinistra

venerdì 31 gennaio 13:26 - di Maurizio Gasparri

Qualche tempo fa ho proposto in televisione di istituire l’indignometro, cioè un misuratore in base al quale si possa decidere quando scatta l’indignazione popolare. Perché francamente non capisco le reazioni differenziate a questo o a quell’episodio. Faccio qualche esempio.

Dalla condanna all’indifferenza

Un imbecille fa una scritta demenziale antisemita su un muro. Cosa grave, da condannare, con forza e decisione. Tutti ne parlano, la televisione inquadra la scritta, intervengono potenziali presidenti di commissioni antirazziste e esperti di varia natura. Giusto. Magari si individuasse il colpevole e lo si punisse in maniera clamorosa. Poi invece accade che venga discriminato un giovane appartenente allo schieramento di centrodestra e le reazioni sono blande, se non addirittura inesistenti.

Il rapper sale lo stesso sul palco di Sanremo

Oppure capita che il rapper Junior Cally venga chiamato a Sanremo e si scopra che aveva scritto testi demenziali, inneggiando alla violenza contro le donne e contro i carabinieri. Perfino il presidente della Rai Foa dice che non è opportuno farlo salire sul palco di Sanremo, ma nessuno se lo fila. Inutile dire la scarsa eco che hanno le contestazioni arrivate dal mondo della politica.

L’indignometro per denunciare i due pesi e le due misure

Allora proponiamo l’indignometro, una macchina che qualche scienziato riuscirà a progettare, io non sono tale e non saprei come si fa, dentro la quale si inserisce la vicenda da esaminare e poi un indicatore ci dirà se è giusto indignarsi o meno e quanto indignarsi.
Ovviamente la mia è una provocazione, ma cercheremo con il nostro indignometro sul Secolo d’Italia di denunciare questa o quella vicenda. Intanto diciamo che far salire il rapper sul palco di Sanremo è una assoluta vergona. Io mi indigno e voi?

Commenti

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  • Menono Incariola 31 gennaio 2020

    Certamente m’indigno anch’io.

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