L'estate rovente
I climatizzatori non sono più un bene di lusso ma una necessità: “Indispensabili per prevenire diverse malattie”
Importante è mantenerli a una temperatura di 5-7 gradi inferiore a quella esterna. Il consumo energetico dipende da diversi fattori
I climatizzatori non sono più un bene di lusso ma un vero e proprio salvavita. Lo afferma all’Adnkronos Salute Alessandro Miani, presidente della Sima (Società italiana di medicina ambientale). Spiegando i benefici dell’uso corretto dei condizionatori in questo clima torrido ma anche le giuste misure e i consigli da seguire.
I giusti consigli
Dal punto di vista della salute, aggiunge l’esperto, il climatizzatore “non è dannoso se utilizzato correttamente. Al contrario, rappresenta uno strumento di prevenzione nei confronti dello stress da calore, della disidratazione, dei colpi di calore e delle riacutizzazioni di numerose patologie cardiovascolari e respiratorie”. Fondamentale, però, è utilizzarlo nel modo corretto. L’errore più frequente, secondo Miani, consiste “nell’impostare temperature troppo basse. La differenza tra ambiente esterno e interno dovrebbe generalmente rimanere entro 5-7 °C, evitando sbalzi termici eccessivi che possono aumentare il rischio di disturbi respiratori, cefalea, contratture muscolari e stress cardiovascolare, soprattutto nei soggetti fragili. Nella maggior parte delle situazioni estive una temperatura interna compresa tra 25 e 27 °C garantisce già un buon livello di comfort se associata a un adeguato controllo dell’umidità“. Proprio l’umidità, osserva il presidente della Sime, è un elemento spesso sottovalutato, ma con cui gli italiani stanno facendo i conti da mesi.
Importante la ventilazione
Accanto alle schermature, “assumono un ruolo fondamentale anche la ventilazione naturale nelle ore più fresche, l’ombreggiamento attraverso alberature e infrastrutture verdi, tetti e pareti verdi, materiali ad alta riflettanza e una progettazione bioclimatica degli edifici. Tutte strategie – evidenzia Miani – che riducono il ricorso agli impianti meccanici e aumentano la resilienza delle città. Di fronte al cambiamento climatico è necessario superare la contrapposizione tra climatizzazione e sostenibilità. La vera priorità è progettare edifici che richiedano meno energia per mantenere condizioni di comfort e utilizzare gli impianti in modo corretto quando diventano necessari”. La tutela della salute, conclude il presidente della Sima, “passa quindi da un approccio integrato: educazione all’uso consapevole dei climatizzatori, prevenzione della cooling poverty, promozione del raffrescamento passivo e aggiornamento delle politiche edilizie affinché tengano conto non solo del freddo invernale, ma anche del caldo estremo che caratterizzerà sempre più il nostro futuro.