Salvini: «Non prendo il volo di Stato per andare in vacanza. Quello lo faceva qualcun altro…»

giovedì 12 dicembre 14:18 - di Eugenio Battisti
salvini

Non ci sta. Voli di Stato per cose di partito? Adesso è troppo.  Alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per abuso d’ufficio Matteo Salvini risponde secco: «Non prendo il volo di Stato per andare in vacanza. Quello lo faceva qualcun altro». Non lo nomina ma il riferimento è chiaramente a Matteo Renzi, finito nel mirino dei 5Stelle per la sua vacanza a Courmayeur con la famiglia. E per i costi stellari del suo Air Force personale.

E ancora: «Oggi ho scoperto che mi hanno indagato per i voli di Stato perché da ministro che si occupa di polizia e vigili del fuoco andavo a inaugurare le caserme usando gli aerei della polizia e dei vigili del fuoco. Vedi te che personaggio particolare che sono…», ha aggiunto ironico il leader della Lega.

Salvini: andavo a inaugurare caserme, non in vacanza

Poi ha puntualizzato. «Tutti i voli di Stato, e chiedetelo al capo della polizia e dei vigili del fuoco, erano utilizzati in giornate in cui c’erano presenze istituzionali in caserme, comandi dei vigili del fuoco, a Platì, a San Luca, Castelvolturno, da Nord a Sud, per motivi istituzionali. Punto. Non prendo il volo di Stato per andare in vacanza, quello lo faceva qualcun altro…”, ha detto Salvini parlando a Catanzaro, all’inaugurazione della nuova sede della Lega. Il polverone nasce da un’inchiesta di Repubblica dello scorso maggio, in piena campagna elettorale. Il dossier aperto dalla Corte dei Conti è stato archiviato. Ma la procura di Roma, ricevuti gli atti, è andata avanti con l’iscrizione dell’ex ministro dell’Interno nel registro degli indagati.

«Non vedo l’ora di andare in tribunale»

Ora la palla passa al tribunale e dei ministri, competente a indagare su eventuali reati commessi nell’esercizio delle funzioni ministeriali. E Salvini precisa che non intende avvalersi dell’immunità nel caso di un rinvio a giudizio. «Non vedo l’ora di andare in tribunale…».  L’unica cosa che mi dispiace, con i problemi che ha la giustizia italiana – aggiunge –  è che si spendano migliaia e migliaia di euro per provare a processare Matteo Salvini. Quando magari c’è qualche ‘ndranghetista che passeggia per la Calabria, perché qualcuno questi soldi li sta spendendo. Però se mi chiamano vado, con il sorriso».

 

 

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