Sindaci in trincea/ “Così abbiamo cancellato la sinistra dal feudo di Piombino”

sabato 12 ottobre 11:10 - di Francesco Ferrari*

La vittoria del Centrodestra in una città come Piombino ha segnato la storia: dopo più di settant’anni di governo, della sinistra prima e del centrosinistra poi, adesso è un sindaco di Fratelli d’Italia a indossare la fascia tricolore. E lo faccio con l’orgoglio di un piombinese che crede da sempre nel potenziale della propria città e dei suoi cittadini.

Piombino aveva bisogno di essere difesa, per questo ho deciso di candidarmi. Sono un avvocato penalista e difendere è il mio lavoro, che svolgo con grande passione e dedizione: la stessa che dal 9 giugno sto dedicando alla mia città. Un penalista è chiamato a difendere i più deboli dalle ingiustizie, garantisce l’equità, ed è proprio questo che voglio fare per tutti i miei concittadini.
Piombino si è trovata a combattere contro l’immobilismo di un’economia monocolturale, con un’industria imperante e accentrante. Tutto era fabbrica: e così, quando si è fermata la produzione, si è fermata anche la città.

Piombino diventata un’enorme discarica

Io sono stato uno spettatore privilegiato: dai banchi dell’opposizione, ho visto la sinistra continuare a replicare gli stessi schemi vecchi e consunti, perseverare su scelte che stavano portando la città al baratro, riproporre le medesime soluzioni per anni. Questa reiterazione di scelte sbagliate ha peggiorato drammaticamente le condizioni economiche, sociali e culturali della città. Non contenti, hanno lasciato che Piombino rischiasse di diventare un’enorme discarica: venduta ai privati, i cittadini non erano più padroni neanche della loro salute. Montepuzzo, la chiamiamo così a Piombino. La discarica avvelena il territorio e adesso rischia di diventare ancora più grande.

I cittadini volevano un cambio di marcia, volevano ripensare la città, volevano un progetto che ne risollevasse le sorti. Volevano amministratori che non li lasciassero a loro stessi, che non si occupassero solo degli interessi di pochi: per questo hanno accordato la loro fiducia a me e alla mia squadra. Quella fiducia è ciò che mi dà la forza di lottare per cambiare, oggi, il domani; per combattere contro gli interessi di quella classe politica che non si è mai fermata a pensare a quello che Piombino poteva essere, ai panorami da mozzare il fiato che sono a pochi metri dal Municipio dove loro si erano chiusi.
Vivo Piombino da sempre: sono cresciuto qui, e qui voglio crescere le mie figlie.

Una città di sinistra che ha scelto la destra

Ho scelto di restare, di mettermi in gioco per restituire a Piombino il futuro che merita.
Al mio fianco c’è la mia famiglia: mia moglie Sara, insostituibile colonna nella mia vita, e le mie bambine, Rachele e Carolina.

Essere sindaco significa avere a cuore il futuro di una città come si ha a cuore il futuro della propria famiglia. E forse è proprio questa dedizione, dimostrata già in campagna elettorale, che mi ha consentito di vincere in una città come la mia. Piombino è, da sempre e tuttora, una città profondamente di sinistra. Nonostante questo io non ho mai nascosto la mia appartenenza né, tantomeno, i miei valori. Semplicemente, insieme a questi, ho mostrato ai miei concittadini che un’alternativa c’era e aveva progetti chiari, concreti e realizzabili.
Se vincere in una realtà come Piombino è stato possibile per me allora possiamo vincere ovunque: basta ascoltare i cittadini e impegnarsi per trovare le migliori soluzioni ai loro problemi.

*sindaco di Piombino

Commenti

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  • ALESSANDRO LEPRI 12 ottobre 2019

    Bravo! Auguri.

  • Giancarlo 12 ottobre 2019

    ERA ORA !!!

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