Nuova censura per Altaforte. Esclusa dalla Fiera del Libro di Roma. L’editore: «Andremo lo stesso»

15 Ott 2019 15:20 - di Alessandra Danieli

Nuova censura per Altaforte edizioni, dopo quella del Salone del libro di Torino. La casa editrice di ispirazione sovranista, “colpevole” di aver pubblicato il libro-intervista di Matteo Salvini, è messa all’indice dalla prossima Fiera del libro di Roma. Almeno per ora. Motivazione ufficiale degli organizzatori:la mancanza di stand espositivi disponibili.

Nuova censura per Altaforte edizioni

A dare la notizia alla stampa è il fondatore e proprietario della casa editrice, Francesco Polacchi, che adombra il “sospetto” che l’esclusione sia per evitare «nuove polemiche» dopo quelle scatenate da Io Sono Matteo Salvini, culminate nell’esclusione dal Salone del Libro di Torino.

La procedura per la partecipazione è stata seguita alla lettera. «Abbiamo fatto iscrizione alla fiera del libro Più libri più liberi, che si terrà a dicembre a Roma, nei giusti tempi proprio avere la sicurezza di partecipare. Solo tre mesi dopo abbiamo ricevuto una mail che dice che “purtroppo non ci sono più stand disponibili” per la nostra casa editrice. A quel punto – denuncia il fondatore di Altaforte – abbiamo risposto chiedendo gentilmente l’elenco delle altre case editrici che saranno presenti alla fiera. Ma la risposta è stata negativa: non è possibile averla, i non è possibile capire il motivo per cui siamo stati esclusi».

L’editore: andremo avanti lo stesso

Difficile negare che si tratti di una nuova censura “preventiva”, «l’ennesima che si verifica negli ultimi mesi», nei confronti di un marchio editoriale scomodo. Di certo non allineato al coro dell’intelligenza di sinistra, “reo” di diffondere pubblicazioni alternative rispetto alle vulgate omologate. Altrimenti, perché escludere Altaforte dal panorama editoriale in mostra alla Fiera del libro. Una fiera ispirata, almeno stando al titolo, alla libertà culturale? «Non voglio certo parlare di boicottaggio, dico però che non c’è una formula di garanzia nei confronti di una casa editrice già oggetto di censura da parte degli organizzatori di altre fiere del libro», conclude Polacchi con una promessa. «Noi non ci tireremo indietro. Andiamo avanti e lotteremo per capire, per partecipare alla Fiera di Roma. Se non fosse possibile ci presenteremo fuori e lì presenteremo al pubblico i nostri libri».

Commenti

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  • Donato 16 Ottobre 2019

    Siamo in pieno regime comunista, ma il popolo che fa? Non reagisce! I dirigenti di FDI cosa propongono? Una sfilata! Purtroppo noi più anziani dobbiamo rassegnarci e subire.

  • maurizio pinna 16 Ottobre 2019

    Possono farlo impunemente perchè TUTTI gli arbitri istituzionali indossano la maglia rossa.

  • Giuseppe Forconi 16 Ottobre 2019

    L’Italia DEMOCRATICA, l’Italia ROSSA, ma ora fanno paura anche i libri ? Questa marmaglia rossa vede fantasmi a tutti gli angoli? Purtroppo con loro in giro non si fara’ mai giorno.